Cisl Taranto-Brindisi: Solazzo chiede maggior partecipazione

A Taranto Gianfranco Solazzo spiega le criticità presenti nella sanità

Gianfranco Solazzo Cisl Taranto
Gianfranco Solazzo Cisl Taranto

TARANTO – Dopo il Covid 19 occorre rigenerare tutti i sistemi sanitari pubblici in Puglia. Prende la parola Gianfranco Solazzo di Cisl Taranto – Brindisi per lamentare una situazione che in Puglia è diventata letteralmente insostenibile e che rappresenta al momento un grandissimo limite.

Gianfranco Solazzo su Taranto

“Il messaggio forte e chiaro giunto dal Covid-19 e successive varianti è che i sistemi sanitari pubblici, quello nazionale ed i regionali, vanno complessivamente rigenerati; e non certo con slogan propagandistici a commento di improbabili elenchi di ospedali e case di comunità da realizzare (sulla base di quale confronto partecipativo non è ancora chiaro!), bensì investendo risolutivamente sulla medicina territoriale”. Poi Solazzo prosegue dicendo: “Scopo ultimo sarà rimettere al centro di entrambi i sistemi sanitari la persona, che sia quella bisognosa di cure o chi debba impartire quelle cure, recuperando lo spirito originario della L.n. 833/78, che istituì il servizio unico sanitario nazionale, attualmente parcellizzato nel numero stesso delle Regioni, in conseguenza della Riforma del Titolo V.”

Il carico sul Pronto Soccorso

Non funzionano bene i pronti soccorso che non sono altro che terminali di innumerevoli emergenze tutte caratterizzate da moltissime denunce presentate. Spesso è impossibile accedere a una visita specialistica oppure a un esame diagnostico.

“Ebbene, oggi i Pronto soccorso sono terminali di sfogo di tutte le emergenze – reputate impropriamente tali, da non pochi cittadini, anche se in codice bianco e verde – finendo per essere proprio essi una delle emergenze su cui intervenire. Numerosissime risultano le denunce quotidiane che attestano la carenza di medici, di infermieri, di operatrici ed operatori socio-sanitari, come pure il supplizio di pazienti lasciati in attesa anche per ore e ore e, talvolta, per giornate intere, in attesa di essere presi in carico. Per non parlare delle lunghe liste di attesa per un esame o una visita specialistica o, peggio ancora, per un intervento di natura talvolta emergenziale.”

Problemi per il personale sanitario

Il carico è ricaduto poi tutto sul personale sanitario che ha dovuto per forza di cose sobbarcarsi sulle spalle le innumerevoli carenze presenti non solo a livello ospedaliero, ma proprio strutturale “Il personale sanitario – eroi del nostro tempo! – ha dovuto farsi carico di tutte le inefficienze di un sistema sanitario pubblico che, anziché ascoltare il loro grido di dolore e quello dei pazienti, ha risposto più in ottica aziendalistica che di appropriatezza organizzativa. Il PNRR non è, di per sé, sinonimo di risoluzione dei problemi e le risorse finanziarie riservate alla Regione Puglia, circa 650 ML dovranno essere spese per traguardare obiettivi chiari, trasparenti, non prescindendo da una puntuale ricognizione dei bisogni dei territori e passando anche da un confronto partecipato con le Parti sociali. E’ proprio questa la ratio del “Protocollo per la Partecipazione e il Confronto nell’ambito del PNRR e del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari” sottoscritto il 28 dicembre scorso tra Cisl, Cgil e Uil e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.”

Solazzo non ci sta

Serve un confronto serio e reale prima di attuare i protocollo contenuti all’interno di quelli che sono poi i progetti. “I medesimi contenuti sono stati riproposti a livello pugliese e la Regione Puglia risulta essere la prima ad aver sottoscritto lo scorso 8 marzo con Cisl, Cgil, Uil e ANCI Puglia un Protocollo con scopi analoghi. Proprio per questo, continuare a leggere di progetti per realizzare ospedali, case di comunità, Centrale Operativa Territoriale (COT), Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA), medicina territoriale, senza che prima ci sia stato un confronto in merito che chiarisca criteri, obiettivi e percorsi da intraprendere da parte del management delle Asl, autorizzano a pensare a fughe in avanti che, nei fatti, tradiscono anziché riscontrare le risposte che l’utenza del territorio si aspetta.”

Incontri mirati e programmati da parte della Cisl per fare il punto su tutto, occorre inoltre conoscere maggiormente i numeri afferma.

“Per fare il punto sull’intera materia, la Cisl insieme con i propri partner confederali e sulla base dei citati Protocolli, da tempo ha sollecitato incontri mirati alla Asl di Brindisi (22 febbraio u.s.) e a quella di Taranto (24 marzo u.s.). Non ci soddisfa affatto sapere che il Piano regionale pugliese per le politiche sociali 2022-2024, di recente approvazione, abbia prefigurato le risorse assegnate ai territori e quali ospedali e case di comunità saranno realizzate o adeguate, né quanti posti letto saranno attribuiti sulla base di dati verificati in maniera unilaterale”.

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