Confcommercio Taranto: il piano strategico fa discutere

Piano strategico Confcommercio Taranto, la discussione in atto

Confcommercio Taranto
Confcommercio Taranto

Andare avanti sul piano strategico del commercio a Taranto e provincia non convince Confindustria che soprattutto a livello provinciale vede come un binario morto la seguente situazione. Peraltro nel corso degli scorsi incontri mai era emersa l’intenzione di procedere e approvare il documento strategico.

Confcommercio Taranto: non andare avanti

Così l’associazione a difesa del commercio «anche alla luce della recente decisione dell’Amministrazione comunale di andare comunque avanti sul Piano Strategico del Commercio, malgrado che la stessa amministrazione commissariale, di comune intesa con le associazioni di categoria, avesse già condiviso, e poi esplicitamente dichiarato – nell’incontro del 10 febbraio scorso con le associazioni di categoria – che non vi era intenzione alcuna di procedere con l’approvazione del documento strategico».

I commercianti vogliono risposte

“L’Amministrazione comunale sembra ormai voler procedere perseguendo un disegno di governo cittadino che sfugge alla comprensione dei commercianti tarantini che da mesi sollecitano invece risposte sui tre aree tematiche: parcheggi, tassazione locale e servizi a supporto delle aree urbane del commercio. Richieste a fronte delle quali la gestione commissariale non ha assunto un solo intervento a favore del commercio di vicinato e tanto meno ha reputato utile dare segnali di apertura al dialogo, se si esclude una generica dichiarazione di presa d’atto della difficoltà che soffre il settore del commercio, affidata ad un breve nota stampa di qualche settimana fa.”

Immobilismo non è produttivo

Poi la nota continua analizzando la situazione attuale che vede un sostanziale immobilismo a causa delle elezioni comunali del prossimo giugno. Questo però non va bene perché va a discapito di tutte le parti in causa.

“In questo contesto di immobilismo e di assenza di iniziative, giustificato dall’esito a breve della competizione elettorale che porterà a palazzo di città i nuovi amministratori, appare incomprensibile lo scatto di reni -nota del 29 marzo scorso- riguardante la comunicazione di una convocazione, fissata per aprile prossimo, sul Documento Strategico del Commercio. Nella nota in questione l’Amministrazione chiede alla Confcommercio di voler comunicare chiarimenti in merito alla bozza del Documento in vista dell’incontro fissato per il 20 aprile prossimo, primo giorno lavorativo dopo il lunedì di Pasquetta. La scelta di procedere comunque alla discussione ed approvazione di un documento così importante, in una fase di vacatio politica come l’attuale, appare incauta, considerato che – ha ribadito Giangrande – il Documento Strategico del Commercio rappresenta uno strumento di pianificazione fondamentale per le sorti dell’economia cittadina del prossimo futuro, il cui processo di gestazione non può non essere condiviso con gli organi che saranno democraticamente eletti e con i quali la Confcommercio andrà a confrontarsi. Di qui l’invito alla politica a voler prendere seriamente atto di quanto andrà a determinarsi se passerà questa linea e se il Documento Strategico del Commercio sarà approvato prima che Taranto abbia il suo nuovo governo cittadino».

Linea condivisa anche dall’amministrazione

Nel recente passato la linea fu condivisa dalla stessa Amministrazione che inoltre si prese il compito di avanzare richiesta di deferimento. Un vero e proprio cambio di rotta quindi. «Ciò è quanto Confcommercio ha rappresentato in una nota di risposta inviata al Commissario prefettizio, Vincenzo Cardellicchio, ed al dirigente dell’Ufficio economico Sue Suap, Carmine Pisano, ricordando che nella riunione di febbraio, alla quale anche erano presenti le altre sigle di rappresentanza del commercio – la linea fu condivisa dalla stessa Amministrazione che si assunse l’onere di avanzare alla Regione Puglia la richiesta ufficiale di differimento dei termini di approvazione del Piano. Dunque un cambio di rotta che contraddice tra l’altro una modalità operativa che si è caratterizzata per una tempistica ed un metodo improntato alla esclusiva gestione dell’ordinario».

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