Ex Ilva: le proposte di ArcelorMittal al Governo

Ultime notizie sul fronte ArcelorMittal per l'ex Ilva. Ora il Premier prende tempo per valutare le proposte della società franco-indiana.

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Entrati in sciopero operai ArcelorMittal di Taranto
ArcelorMittal di Taranto

TARANTO – Per l’ex Ilva, ArcelorMittal ha mandato delle proposte al Governo nazionale. Ecco quali sono:

  1. Reintroduzione dello scudo penale. Così, secondo la multinazionale, si potrà completare il piano di risanamento ambientale pattuito con il contratto del 2018.
  2. Dissequestro dell’AFO 2 e proroga di un anno per la messa in sicurezza dell’impianto. L’altoforno 2 dovrebbe essere chiuso secondo la sentenza del Tribunale di Taranto, quindi è stato sequestrato. L’azienda chiede il dissequestro e di poterlo continuare a utilizzare per evitare il blocco della produzione. Questo permetterebbe di aumentare le tonnellate prodotte all’anno, quindi di evitare gli esuberi.
  3. Rimettere mano al piano industriale. Per l’azienda, significa avere anche un intervento da parte di una società a partecipazione pubblica. Le ipotesi non confermate sono gli interventi di Cassa Depositi e Prestiti, oppure di Am Investco Italy (società di ArcelorMittal che gestisce gli impianti al momento).

In questo modo, secondo indiscrezioni, il numero degli esuberi potrebbe scendere a 2500 lavoratori. Questi andrebbero in cassa integrazione, oppure rientrerebbero nei progetti che saranno sul tavolo del Consiglio dei Ministri giovedì.

Ex Ilva: cosa sta succedendo ora

Da questa mattina, le aziende dell’indotto sono sotto all’ex Ilva in un presidio permanente per via dei mancati pagamenti che impedirebbero gli stipendi ai lavoratori dell’indotto. Erano presenti al presidio il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e il Presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro.

Le aziende dell’indotto avevano chiesto il pagamento delle fatture non saldate e scadute venerdì scorso, ma dichiarano di non aver ricevuto nessun bonifico dal colosso franco-indiano.

I sindacati a livello nazionale, invece, sono dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per informarlo della grave vertenza aziendale.

Nel frattempo, il Tribunale di Milano ha fissato un’udienza d’urgenza per il 27 novembre. La causa riguarda il ricorso presentato dai commissari straordinari contro la richiesta di rescissione del contratto da parte di ArcelorMittal.

La società franco-indiana ha depositato anche una citazione in risposta al ricorso, ma questa citazione verrà discussa al Tribunale di Milano nel 2020.

Fino al 27 novembre per il Foro milanese, l’azienda non può far venir meno l’operatività degli impianti, quindi non può chiuderli come da suo cronoprogramma.

Continua, invece, il lavoro della Procura di Milano, che indaga per distruzione dei mezzi di produzione. Anche il Tribunale di Taranto, chiamato dai commissari straordinari, dovrà indagare per accertare eventuali condotte contro il polo di interesse strategico nazionale.

 

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