Ex Ilva Taranto: Altoforno 4 di notte è un diavolo

L'altoforno 4 dell'Ex Ilva di Taranto è ancora al centro delle polemiche

Altoforno 4 Acciaierie d'Italia Ex Ilva di Taranto
Altoforno 4 Acciaierie d'Italia Ex Ilva di Taranto

TARANTO – Gli operai di Acciaierie hanno già ribattezzato l’altoforno 4 come comunica la nota di Veraleaks di Luciano Manna. Inoltre come spiega il comunicato la programmazione aziendale è tutt’altro che sicura e mancano ancora un sacco di sicurezze per permettere ai lavoratori di proseguire.

Taranto, il soprannome dell’altoforno

“Tra gli operai della fabbrica di Taranto Acciaierie d’Italia l’altoforno numero 4 è stato già ribattezzato “Dr. Jekyll e Mr. Hyde”, lo strano caso dell’Afo4. Quell’impianto che da diversi giorni diventa diavolo di notte che sputa fumi di ogni genere ed angelo di giorno. Una anonima, inerte ed inerme ferraglia che di giorno non mostra neanche uno sbuffo di polvere. Intorno alla questione Afo4 l’ordine in stabilimento è di tenere le bocche cucite e non parlare con nessuno ma a quanto pare lo strumento whistleblowing adottato dalla fabbrica funziona benissimo, ma al contrario. Per comprendere le voci degli operai negli spogliatoi che raccontano cosa accade sull’altoforno 4 basta guardare queste fotografie scattate nelle notti tra il 15 e il 17 gennaio (a destra e a sinistra) e la mattina del 17 gennaio (foto centrale).”

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Infatti “Di giorno tutto fermo, tutto pulito, nessuna emissione, di notte l’inferno: la rimozione della ghisa solidificata all’interno di Afo4 provoca enormi nubi di colore giallastro.In questi giorni ulteriori conferme: sono state esplose altre cariche per almeno altre due volte i giorni differenti. Questa volta non si fanno esplodere di giorno ma intorno alle otto di sera mentre di notte, utilizzando potenti strumenti da ossitaglio, si passa alle operazioni di rimozione delle parti demolite con l’esplosivo. Forse per attutire gli effetti delle esplosioni il crogiolo è stato anche circondato da copertoni mentre alcune informazioni ci riferiscono che vengono usati esplosivi a bassa carica per evitare danneggiamenti alle piastre di rafferddamento che sono state sostituite nell’ultimo intervento di manutenzione. Il risultato di tutto ciò è quello che si vede nelle fotografie scattate nelle notti tra il 15 e il 17 gennaio. Di giorno tutto tace, nessuna emissione mentre di notte si scatena l’inferno con le emissioni di colore giallastro dovute alla rimozione della ghisa solidificata nella pancia dell’altoforno.”

Manca il vero programma aziendale

“A questo tragico scenario si aggiungono le dichiarazioni dell’azienda alle organizzazioni sindacali che annunciano comunicazioni imminenti circa la ripartenza di Afo4 dove i lavori procedono come da programma. Ma quale programma? Quello dei copertoni intorno all’altoforno facendo esplodere il crogiolo? La realtà è che nelle condizioni in cui versa l’altoforno, con l’incertezza di far arrivare in stabilimento le parti di ricambio, la sua ripartenza non può essere programmata e dovrà attendere ancora diversi mesi. Noi siamo qui ad attendere mentre non possiamo far altro che rendere disponibile ogni materiale alla Procura della Repubblica di Taranto.” Questo il comunicato al veleno contro Acciaierie.