TARANTO – Si è celebrata la festa dei lavoratori anche quest’anno, ma da diverso tempo sta assumendo un significato particolare, poiché purtroppo, fa ricordare quanta gente inoccupata c’è.

Un tempo, specie quando ognuno aveva il lavoro, era una giornata di festa, perché ogni individuo sentiva di doversi godere il meritato riposo.

Essendo la situazione economica cambiata, sono più le persone senza lavoro che quelle con un’occupazione continuativa, garantita e con un reddito che consenta di vivere decorosamente. A Taranto come in tante città italiane, e in special modo quelle del sud, c’è un situazione difficile.

Secondo i dati istat nel 2019 il numero dei disoccupati della provincia di Taranto ammonta a 32mila unità, mentre il tasso di disoccupazione è del 16,7%.

Per farci un’idea di come la situazione occupazionale è andata sempre peggiorando e in continuo aumento, dobbiamo andare a ritroso.

Nel 2017 la provincia jonica contava 34mila disoccupati, mentre nel 2016 erano 33mila. 10 anni fa i disoccupati erano 18mila.

Nella città di Taranto tra disoccupati, lavoratori in cassa integrazione e quelli rimasti esclusi quando vi è stato il passaggio da Iva ad ArcelorMittal, si vive giorno dopo giorno in una condizione di continuo disagio economico.

Dopo quelli del siderurgico, ci sono i lavoratori di Teleperformance, il call center della multinazionale francese, con circa 1000 lavoratori precari che devono ruotare e quindi senza la sicurezza di poter avere un reddito mensile garantito.

Ci sono anche i lavoratori Auchan con un contratto di solidarietà per 180 lavoratori su 203 totali con una percentuale di riduzione oraria del 22%.

Sono ancora tante le aziende del territorio in condizioni di non poter assicurare un lavoro fisso e nel giorno della festa del lavoro, ognuno si augura che le cose possano iniziare a cambiare.