I “pasticci” del governo mettono a rischio l’ex Ilva

In bilico il destino dell'impianto siderurgico di Taranto. Causa del contenzioso aperto tra Lega e 5 Stelle, e l'approvazione del Decreto Crescita, ArcelorMittal.

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TARANTO Il destino dell’Ilva, l’impianto siderurgico più grande di tutta l’Europa, si trova in mezzo a un “caos” politico, che mette in bilico l’azienda. Durante la giornata di ieri infatti, è stato approvato il decreto Crescita che va a togliere l’immunità penale anche ai nuovi proprietari dell’Ilva. Successivamente, anche se bisogna controllare la vera validità politica, è stato approvato un ordine del giorno che invita a mantenere gli impegni presi con ArcelorMittal. Un caos che non ha precedenti, e che mostra l’inaffidabilità del Governo nei confronti dell’accordo con ArcelorMittal.

Il rischio di questo disastro è condannare l’Ilva alla chiusura. Di Maio intanto lunedì sarà a Taranto per riuscire a recuperare il suo ex elettorato. Ma come reagirà ArcelorMittal? Al momento, Matthie Jehl, amministratore delegato ha ribadito la centralità di quest’impianto e ha affermato che “l’azienda è impegnata a migliorare le prestazioni di Taranto e rispettare l’ambiente, ma non possiamo essere ritenuti responsabili per problemi che non sono stati causati da noi e che invece ci impegniamo a risolvere. Chiediamo dunque le tutele legali per realizzare al meglio il piano ambientale.

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