Taranto: Turco e Riondino sulla Festa del Lavoro

Festa del Lavoro a Taranto: Turco e Riondino rilasciano dichiarazioni

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TARANTO – A Taranto la Festa dei lavoratori ha sempre un significato molto particolare per tutta la recente storia che vede la città ionica al centro dell’attenzione. Mario Turco, parlamentare ionico ha rilasciato alcune dichiarazioni il giorno della festa del Lavoro così come Michele Riondino direttamente dal palco del concertone ci ha tenuto a precisare alcuni aspetti.

Mario Turco sulla Festa

“Quest’anno la Festa Dei Lavoratori ha un significato profondamente diverso a causa del conflitto bellico, della crisi energetica, economica e dell’inflazione che sta creando nuovi poveri e colpendo, soprattutto, la capacità di spesa delle famiglie del ceto più basso. È anche un giorno di grande riflessione per ricordare tutte le misure da attuare a tutela di uno dei valori fondanti della nostra Repubblica: il lavoro. Il MoVimento 5 Stelle si sta battendo da tempo per introdurre in Italia il salario minimo. Non è ammissibile che nel 2022 ci siano ancora paghe da 2/3 euro per lavori, oltretutto, faticosi e pericolosi. Il testo è in Commissione al Senato e aspetta solo di essere approvato, per questo chiediamo il sostegno delle altre forze politiche in questa battaglia di dignità nel nome di tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici che, nei fatti, nonostante l’attività prestata, restano in condizioni di indigenza.”

“Inoltre, vogliamo ricordare che la “flessibilità” del mercato del lavoro non deve e non può corrispondere alla “precarietà” dei lavoratori stessi. È necessario garantire continuità lavorativa e stabilità, per permettere alle nuove generazioni di costruirsi un futuro solido. Lo stesso discorso vale per il lavoro femminile, spesso pagato meno e con più ostacoli all’accesso. In ultimo, per fronteggiare il caro prezzi, chiediamo la riduzione del cuneo fiscale in modo da aumentare il netto in busta paga dei lavoratori.”

Michele Riondino dal palco

“Dopo due anni chiusi in casa ci meritiamo una bellissima festa dei lavoratori, qui è il posto ideale. Taranto vuole fare la differenza nei contenuti. Noi, accanto a una offerta artistica importante, presentiamo anche un’offerta di contenuti necessari. Oltre alla vertenza Taranto ce ne sono tante altre e sono tantissime le voci che hanno bisogno di un microfono. Noi mettiamo a disposizione il nostro”.

Poi “Il capoluogo ionico – ha osservato Riondino – non è contro l’industria, ma le macchine degli italiani non dovrebbero essere costruite sulla pelle dei tarantini, abbiamo già dato”. Inoltre “Gli artisti a Taranto – ha precisato ancora Michele Riondino – non hanno un paracadute, non hanno protezioni particolari come magari in altri eventi. Le case discografiche si spaventano a mandare gli artisti qui, ma gli artisti voglio venirci perchè è un evento ancora selvaggio, è ancora vivo, è ancora vero”.

La guerra è un problema per Cecilia Strada

“C’è la guerra in Ucraina, ma anche tra noi. Noi fabbrichiamo armi che vanno in giro per il mondo per ammazzare la gente. C’è guerra tra noi – ha puntualizzato – perché c’è disuguaglianza tra noi, c’è la guerra tra poveri in Italia. Poveri che se la prendono con altri poveri, mentre altri ricchi diventano più ricchi. La buona notizia è che possiamo costruire un mondo migliore mettendo i nostri corpi a disposizione, come stanno facendo gli artisti oggi. Mettere i loro corpi e la loro arte a disposizione di un’idea: quella del diritto al lavoro”.
Cecilia Strada ha detto che “la storia di Energency è la storia di un intervento in prima linea nelle zone di conflitto. Io poi da alcuni anni mi occupo di un’altra frontiera. Mi occupo di soccorso in mare nel Mediterraneo centrale, la frontiera meridionale dell’Europa che è diventata un cimitero, con i diritti umani che vengono violati ogni giorno e persone che annegano ogni giorno. Noi interveniamo con una nave di soccorso per difendere i confini dell’Europa, cioè i confini morali dell’Europa”.

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“È importante essere qui a Taranto perché condividiamo le stesse rivendicazioni per le quali Peppino lottava: il diritto al lavoro, la battaglia contro la speculazione edilizia, la tutela del territorio, tutti temi che lui affrontava negli anni Settanta ma che sono ancora attuali”.
“Taranto – ha aggiunto – mi ha ricordato per una serie di parallelismi la battaglia che Peppino faceva contro la devastazione del territorio”. Sempre per quanto riguarda la mafia “la situazione in Sicilia dal punto di vista della sensibilità della società civile soprattutto è sensibilmente migliorata. La presenza della mafia continua ad esserci per quanto ha cambiato forma in qualche modo, si è radicata non più soltanto in questa regione ma in qualsiasi parte d’Italia. Poi la mafia ha una grande capacità di opportunismo e quindi si adatta, oggi è più legata alle infiltrazioni all’interno dei centri finanziari e centri di potere. Fortunatamente – ha concluso – ci sono tante realtà che lottano contro la mafia e resistono”. Queste le sue parole.