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Legambiente Taranto chiede un risarcimento allo Stato per il quartiere Tamburi

Legambiente Taranto alza la voce e chiede un risarcimento per una città e un quartiere feriti da parte dello Stato. Le dichiarazioni della presidente Lunetta Franco.

Il Comune di Taranto e Legambiente insieme per la lotta al cambiamento climatico

TARANTO Legambiente Taranto chiede un risarcimento per la città jonica e il quartiere Tamburi da parte dello Stato. La presidente Lunetta Franco ha infatti dichiarato che nei giorni scorsi sono stati fatti due passi molto importanti rispetto alla storica richiesta di Legambiente per avere un risarcimento danni nei riguardi di chi abita nel quartiere Tamburi. Da una parte la sentenza della Cassazione, “che ha reso definitivo il diritto a un risarcimento per chi ha intentato causa all’azienda, e dall’altro, all’approvazione in commissione Bilancio alla Camera dell’emendamento presentato dal deputato Ubaldo Pagano, che istituisce un fondo destinato proprio a questo scopo”.

Legambiente Taranto: avvio bonifica risarcimento dovuto

Un risarcimento che andrà in favore dei residenti a causa del deprezzamento subito dalle case nel quartiere incriminato. “Proviamo anche una grande amarezza per il tanto tempo trascorso da gennaio 2017, quando Legambiente presentava le sue Osservazioni proprio alla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati per richiedere modifiche del DL 243/2016 che dessero risposta alle richieste di risarcimento dei cittadini tarantini e in particolare degli abitanti del quartiere Tamburi”. Il tema è anche quello della bonifica dei mari e del territorio di Taranto, che finora non c’è stata. A tal proposito, “ai ministri Carfagna e Cingolati abbiamo posto l’esigenza di passare finalmente dagli studi e dalle analisi ai fatti, usando le risorse già stanziate e altre cui si potrebbe attingere tramite l’utilizzo dei fondi europei del Just Transition Fund, per avviare la bonifica delle aree destinate alla mitilicultura e di quelle in cui sono già previsti importanti eventi territoriali”. L’avvio dei lavori di bonifica, spiega la presidente, “è un dovere dello Stato italiano verso una città ferita, un risarcimento dovuto“.

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