La didattica a distanza ha fatto male agli studenti in Puglia

La didattica a distanza non ha determinato elementi positivi per gli studenti in Puglia sotto il profilo formativo: sono i risultati emersi dal rapporto Invalsi 2021.

didattica a distanza

Mercoledì 14 luglio sono stati resi noti i risultati del rapporto Invalsi 2021: in esso sono contenute le conseguenze e gli effetti di un anno scolastico passato per la maggior parte in Dad, ovvero in modalità didattica a distanza. A ogni modo il rapporto è servito anche per sapere l’andamento degli apprendimenti di base, in particolare delle discipline di italiano, inglese e matematica. Tuttavia i risultati non sono stati molto incoraggianti, anzi. Rispetto ai dati emersi nel 2018 e nel 2019, infatti, sembra esserci stato un vero e proprio deficit formativo, in particolare al Sud e quindi anche in Puglia. Diversi studenti hanno abbandonato gli studi, mentre altri hanno concluso la loro esperienza nella scuola secondaria di secondo grado senza però aver acquisito il 100% delle competenze. Ciò potrebbe penalizzare i giovani studenti in ottica futura, specialmente nell’inserimento sociale e professionale.

Anp contro Dad: le parole di Roberto Romito

Per il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Puglia Roberto Romito, i dati più preoccupanti riguardano proprio il mancato raggiungimento delle competenze fondamentali degli studenti: 59% in italiano, 69% in matematica. Numeri completamente distanti da Lombardia e Veneto, colpite ugualmente e con forza dalla pandemia, ma in cui le percentuali si attestano al 25-32% per l’italiano e 28-39% per la matematica. Questo deficit formativo è “chiaramente legato al ricorso massiccio alla didattica a distanza, che si è consentito nella nostra regione rispetto ad altre nelle quali il rischio di contagio era anche maggiore. Sicuramente ha pesato, in particolare per gli ultimi due mesi di scuola, il messaggio di disincentivazione della frequenza scolastica lanciato a studenti e famiglie e il permesso della didattica a scelta“. Romito si augura che questo sia un errore che non si ripeta più e che in una situazione di rischio pandemico accettabile si pensi a far diventare operative delle misure per un avvio più regolare dell’anno scolastico. Romito cita le vaccinazioni degli studenti, dei docenti e del personale scolastico, così come le attività di tracciamento dei contagi e il potenziamento del trasporto pubblico locale.