Didattica a distanza e scuola in presenza: il punto in Puglia

La pandemia ha investito pesantemente anche il mondo della scuola, introducendo la didattica a distanza e il dibattito sull’importanza della presenza.

didattica a distanza

La pandemia ha investito come un tir il mondo della scuola. Ormai è da quasi un anno che si parla costantemente della didattica a distanza, della sua necessità per frenare la diffusione dei contagi, ma anche dei disagi che determina in un Paese che certamente non è in prima fila a livello mondiale per velocità e qualità della rete. I cambiamenti hanno investito sia gli studenti, sia i docenti. Da questo punto di vista può risultare interessante estrapolare alcuni concetti presi da un’intervista che Francesca Brana ha fatto per il quotidiano online pugliapress.org al professore di religione dell’Istituto Scolastico ICS Giovanni Paolo II – De Marinis Antonio Carbonara, in provincia di Bari, anche per conoscere il punto di vista da chi lavora direttamente nella scuola.

Didattica a distanza e in presenza: le rivelazioni di un professore di religione

“Attualmente stiamo lavorando secondo le indicazioni delle ordinanze del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, ovvero con una Didattica digitale integrata”. In breve, spiega il prof. Carbonara, “facciamo lezione con gli alunni in classe e contemporaneamente accendiamo il nostro PC per collegarci con gli alunni a casa. Capite bene che non è facile lavorare in queste condizioni”. Al tempo stesso si registra una importante collaborazione con le famiglie, le cui uniche preoccupazioni sono legate al fatto che i ragazzi sono troppo davanti al PC per la scuola, ma solitamente le lezioni durante 45 minuti e sono previsti 15 minuti di pausa tra una lezione e l’altra.

Per il professore molti studenti hanno reagito alla pandemia con maturità e responsabilità, portando con sé questa esperienza che “li farà crescere in meglio”. Al tempo stesso è difficile proseguire senza “gli sguardi e i sorrisi degli alunni”, soprattutto la possibilità di coinvolgerli. Per come stanno le cose, tuttavia, bisognerebbe cogliere l’occasione al volo per “dare una svolta, soprattutto in termini di offerta formativa”.