Aprire la scuola a richiesta è come non governare: il sondaggio

L’apertura della scuola a richiesta e facoltativa è un chiaro esempio di come la Puglia abbia deciso di non governare su questo tema. Cosa ne pensa l’ANP.

scuola in ddi PUGLIA 15 GENNAIO 2021

L’Associazione Nazionale Presidi della Puglia ha lanciato di recente un sondaggio basato sulla frequenza scolastica da quando si è deciso di riaprire le scuole (ma fino alla prima media) anche nella zona rossa. Con un’ordinanza regionale la Puglia ha deciso di dare facoltà di scelta alle famiglie e molti dirigenti scolastici hanno colto l’occasione per invitare genitori e studenti e restare a casa. Al sondaggio condotto da ANP e rivolto ai dirigenti hanno aderito 124 scuole del primo ciclo, per un totale di circa 90 mila alunni e le risposte sono aggiornate al 7 aprile. Il risultato è che nella scuola dell’Infanzia è tornato il 55,1% degli alunni. Percentuale maggiore nella scuola primaria (63,7%), mentre dati più bassi nella prima Media (31,2%). La media totale si attesta attorno al 55,8% di frequenza.

Scuola a richiesta: “scelta di non governo” per Romito

Per il presidente di ANP Puglia, Roberto Romito, il dato “riflette plasticamente l’indecidibilità della questione (frequentare o non frequentare?) conseguente per lo più alla maggiore o minore percezione del rischio di contagio da parte delle singole famiglie e ad altre considerazioni contingenti relative alla conduzione della vita familiare (a chi affidare i figli se non vanno a scuola, problemi di connessione, stanchezza per la DAD, etc.)”. Per Romito Emiliano ha di fatto legittimato la scuola a richiesta, una facoltà di scelta che però si converte in una “scelta di non governo del rischio pandemico, che affida la speranza di ridurre il contagio alla discrezione dei singoli cittadini”. Risultano però assenti “azioni attive di prevenzione dirette alle scuole, per esempio sul piano sanitario”, che sono di competenza esclusiva della Regione a differenza del tema scuola. Romito, in conclusione, denuncia che non è stato fatto quello di cui si parlava la scorsa estate, ovvero screening periodici su alunni e personale, e non si vedono nemmeno i TOSS ancora, ovvero gli operatori scolastici sanitari. Tutto questo è rimasto “solo a livello di annuncio”.