Scuola: Miur conferma innovazione tech

Ecco quali sono le proposte del Miur per non perdere i benefici della didattica a distanza

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Riconoscimento editoriale: StockSnap / Pixabay.com

TARANTOScuola: il Governo non vuole rinunciare alla didattica a distanza.

Infatti, gli insegnanti dovranno fare i conti con una scuola elementare (ma anche nei cicli scolastici successivi) sempre più attrezzata anche con le infrastrutture adeguate. L’obiettivo del Governo è, infatti, eliminare le cosiddette “classi pollaio”.

Si tratta di istituti dove per ogni classe ci sono 30 alunni o più. Quindi, se oggi questa forma di assembramento è da evitare come regola anti contagio, domani non deve più esistere per garantire un corretto adeguamento al diritto allo studio.

Qualche esempio pratico? Ogni scuola media dovrà avere una linea di almeno 1 Gb di velocità entro i prossimi 2 anni. Un sogno per chi oggi non ha nemmeno la connessione base nell’edificio scolastico. Infatti, l’emergenza sanitaria ha visto molti ragazzi tagliati fuori dal mondo dell’istruzione semplicemente perché non avevano un tablet e una buona connessione.

Per questo, dal Miur si chiariscono i dettagli delle innovazioni anche per la scuola superiore. Infatti, per procedere con la novità digitale, servirà più personale Ata e amministrativo, in grado di gestire la tecnologia necessaria nelle scuole.

Quindi, l’obiettivo è raggiungere classi di 15-18 alunni, in modo che chi abita più lontano dall’istituto possa seguire la didattica a distanza se lo desidera.

“(…) al fine di assicurare agli studenti con disabilità una maggiore continuità didattica saranno intraprese misure per aumentare il numero degli insegnanti di sostegno di ruolo anche attraverso la stabilizzazione di una quota considerevole dei posti di sostegno”.

Così spiegano dal Miur, che punta a un totale rilancio della scuola e del suo mondo.

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