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Decreto Milleproroghe: ex Ilva di Taranto, ancora polemiche

La politica è ancora in rivolta contro il governo di Roma sulle scelte che riguardano Taranto.

Ex Ilva di Taranto
Ex Ilva di Taranto

TARANTO – Non cessano le polemiche riguardo la scelta del governo di affidare i fondi destinati alla decarbonizzazione di Taranto ad Acciaierie d’Italia che gestisce l’impianto siderurgico. Stavolta alzano la voce Giampaolo Cassese del Movimento 5 Stelle, Cosimo Minzera, Renato Perrini e Giovanni Vianello. Ecco le parole al veleno dei politici.

Ex Ilva Taranto, parlano Cassese e Vianello

Giampaolo Cassese (M5S): «Con il Milleproroghe si sottraggono importanti risorse alle finalità di bonifica e ripristino, già previste dalle precedenti disposizioni legislative, per destinarle agli investimenti nel ciclo produttivo dell’acciaio, spacciandoli per progetti di decarbonizzazione. Tradotto: anziché finanziare gli investimenti produttivi con risorse proprie o mediante i fondi del PNRR e del programma Next Generation EU, Acciaierie d’Italia si fa finanziare dal Governo attingendo alle risorse destinate alle bonifiche che la città di Taranto e il territorio tutto attende da anni. Bonifiche che resteranno prive di coperture finanziarie. Dalla relazione illustrativa del decreto infatti si calcola, in maniera sin troppo ottimistica, che per le aree rimaste in capo ad Ilva in amministrazione straordinaria, ed escluse dal contratto di affitto stipulato con AdI, necessiterebbe la sola somma di 100 milioni di euro, di cui una buona parte già spesi” prosegue il parlamentare. In realtà i numerosi e importanti interventi rimasti in capo ad Ilva in AS necessitano di somme molto ma molto più consistenti: da quelli sulla gravina Leucaspide a quelli per lo smaltimento/recupero di alcune centinaia di migliaia di tonnellate di fanghi d’altoforno e fanghi di acciaieria, dalla messa in sicurezza permanente e gestione post operativa di diverse, grandi e complesse discariche agli interventi sulle Collinette ecologiche a ridosso del quartiere Tamburi. E ricordo a me stesso che molte di queste aree sono tuttora sottoposte a sequestro giudiziario. C’è un’evidente approssimazione nell’elaborazione del testo di questo decreto legge, che dev’essere assolutamente modificata e corretta in sede di conversione. Lancio dunque un appello a tutte le forze politiche affinché per una volta si faccia fronte comune per tutelare i cittadini di Taranto scongiurando il peggio».

Anche Vianello non ci sta

Giovanni Vianello (Gruppo Misto): «Il decreto milleproroghe 2022 si trasforma nel 14° decreto Salva Ilva, Draghi e i partiti rappresentati nel Consiglio dei Ministri (PD, Forza Italia, M5S, IV, Lega, Leu) sottraggono i fondi del Patrimonio Destinato, che in parte dovevano essere utilizzati per le bonifiche e per la riconversione economica delle “aree escluse” dell’ex Ilva di Taranto, per regalarli ora alla fabbrica assassina e mangia soldi.” – il duro commento del deputato tarantino e membro della commissione ecomafie Giovanni Vianello – “Si tratta della rimanenza dell’1,3 miliardi di euro nascosti dai Riva nel trust dell’isola di Jersey e scoperti dalla Guardia di Finanza, oggetto poi di un accordo e di un patteggiamento, confluiti in seguito nel Patrimonio Destinato ai Commissari Ilva in A.S. per le bonifiche sia di alcune zone all’interno dello stabilimento ma anche nelle cosiddette “Aree Escluse”. Le “Aree Escluse” sono enormi porzioni di territorio all’interno e all’esterno del SIN di Taranto, che nonostante fossero di proprietà dell’Ilva si trovavano al di fuori del perimetro del siderurgico; sono aree che in alcuni casi sono state pesantemente inquinate, tanto che i Mittal non le hanno volute nell’accordo con lo Stato. Sono fondi che, almeno in parte, erano destinati alla bonifica di Taranto e che ora verranno utilizzati dalla nuova compagine Stato+Privato “Acciaierie d’Italia” per costruire nuovi impianti “diversamente inquinanti” e inseguire la fuffa della ecocompatibilità dell’industria, un fantasmagorico leitmotiv che a Taranto ci viene ripetuto da oltre 20 anni e che neanche per un giorno si è mai realizzato. Inoltre questo potrebbe rappresentare un “Aiuto di Stato” su cui l’Europa dovrà accertare la natura della misura. Chiarisco che non si tratta delle aree di competenza del Commissario alle Bonifiche, oggetto del recente decreto Recovery, nè tanto meno di competenza diretta del Mite o della Regione Puglia, ma per l’appunto dei Commissari governativi di Ilva in Amministrazione Straordinaria che stavano compiendo le caratterizzazioni, messa in sicurezza e bonifiche.”

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Poi “Forse, il condizionale è d’obbligo, sempre se le autorizzazioni internazionali riusciranno ad arrivare in tempo, si terminerà solo la realizzazione di una delle numerose e difficili operazioni di bonifica in capo ai Commissari di Ilva in AS, ossia la rimozione di circa 490 mila tonnellate di fanghi tossici degli AFO e acciaierie che ancora oggi giacciono senza un adeguato isolamento dal terreno. Per il resto degli interventi ci sarà uno stop forzato causato dal 14° decreto Salva Ilva del “Governo dei migliori”. Per fare alcuni esempi dell’ennesimo grave danno alle spalle di Taranto parlo della gravina Leucaspide di una superficie complessiva pari a circa 530 mila metri quadrati che sarebbero stati trasformati abusivamente in discariche di rifiuti pericolosi di origine industriale tra il 1995 e il 2012, sottoposta a sequestro il 30 ottobre 2018 con reati contestati di disastro ambientale, discarica abusiva, omessa bonifica, getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato, deturpamento e distruzione di bellezze ambientali e deviazione delle acque, poiché sono state rinvenute otto collinette alte più di trenta metri e formate da 5 milioni di metri cubi di rifiuti, in parte precipitati nella Gravina a seguito di frane. Attualmente l’area, ancora sotto sequestro, è in fase di caratterizzazione con un complesso carteggio tra Commissari Ilva in AS, Arpa e Procura, ma a causa delle decisioni del Governo Draghi tutto si fermerà e non solo per questa area. Mentre Cingolani dorme e si gloria sui suoi numerosi insuccessi e i partiti stanno chiudendo gli occhi perché impegnati nelle prossime elezioni provinciali e comunali di Taranto, l’ennesimo delitto perfetto si è compiuto. Anche questa volta tutto accade con scroscianti applausi dei partiti PD, Forza Italia, M5S, IV, Lega, Leu sulla pelle dei tarantini, vergognatevi».

Cosimo Minzera di Sinistra Italiana è stupito

“Apprendiamo con stupore la decisione del governo, di dirottare parte dei fondi sequestrati dal tribunale di Milano alla famiglia Riva, che erano stati stanziati per le bonifiche e la riconversione delle aree esterne al perimetro dello stabilimento siderurgico di Taranto, alla società Acciaierie d’Italia per il lavori di ammodernamento dello stabilimento. Il provvedimento è stato inserito nel decreto milleproroghe. Per Sinistra Italiana Taranto, si tratta di un atto gravissimo, in quanto quei fondi sono il minimo per una comunità che da tantissimi anni vive il dramma dell’inquinamento. Ricordiamo, che per i lavori di riconversione del processo industriale del siderurgico, si dovrebbero utilizzare i fondi europei previsti per questi progetti. Ci auguriamo che il governo corregga questo provvedimento, nel rispetto della città di Taranto e dei lavoratori, specie quelli in amministrazione straordinaria, che sono strettamente legati alle opere di bonifica.” Queste le parole del politico.

Renato Perrini è un fiume in piena, la nota

“La maggioranza del Senato boccia l’emendamento che stanziava 200 milioni di euro per i Giochi del Mediterraneo di Taranto e Pd e Movimento 5 Stelle piangono lacrime di coccodrillo. Il decreto Milleproroghe sposta circa 600 milioni di euro (peraltro denaro dei Riva rientrato dall’estero) dalle bonifiche dell’ex Ilva alla produzione di Acciaierie d’Italia e giù altri comunicati del Pd e Movimento 5 Stelle che spargono altre lacrime, sempre di coccodrillo,” dice.

Poi “Ma fino a che punto si possono prendere in giro i tarantini? Ma gli autorevoli parlamentari piddini e grillini quando mandano comunicati addolorati e sdegnati per le scelte romane alle testate pugliesi, dimenticano che al Governo nazionale ci sono loro? Che sono sempre loro in Parlamento ad alzare la mano e a formare quella maggioranza giallo-rossa che continua a penalizzare Taranto?

Infine “Nel giro di pochi giorni circa 800 milioni sono stati tolti o dirottati ad altro e loro fanno comunicati? Mentre a Roma con i propri leader che fanno? I grillini con il loro Conte e i piddini con il loro Letta che rapporto hanno: sono succubi? E poi sul territorio pensano di prendere in giro i tarantini facendo – a Taranto – opposizione e a Bari e Roma maggioranza? La forza di Fratelli d’Italia è quella di essere forza di opposizione a Roma come a Taranto, perché noi preferiamo la coerenza alla presa in giro”. Questa la conclusione.

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