Gianni Liviano candidato a Taranto da indipendente

Elezioni Taranto 2022, Gianni Liviano c'è

Gianni Liviano

TARANTOGianni Liviano scioglie la riserva e si candida alla elezioni comunali di Taranto da indipendente con la lista Demo.S nel PD e ne spiega anche le profonde ragioni che hanno poi portato alla seguente scelta. Presenti anche Santoro e La Bella in rappresentanza rispettivamente di Dem e Demo.S.

Gianni Liviano spiega la candidatura

«Il nostro è stato un percorso in cui ci siamo interrogati molto su cosa fosse giusto fare, e non sarebbe corretto negare che in verità abbiamo immaginato più soluzioni in questo scenario. Una soluzione che abbiamo immaginato era quella di un terminale dal profilo alto, una sorta di Draghi della politica che mettesse insieme mondi diversi. Questo abbiamo provato a costruire, in verità, per una fase. Ci siamo resi conto, però, che era oggettivamente complicato da fare, che saremmo rimasti isolati rispetto al tentativo di costruire questo scenario e che avremmo investito solo in un percorso di testimonianza. Allora, in questo quadro di cose, siccome la maggior parte delle persone del nostro percorso appartengono ad un’area culturale di centrosinistra, sarebbe stato difficile fare scelte differenti da questa. L’ipotesi di condividere percorsi con luoghi e storie molto lontane da noi come Fratelli d’Italia e Lega Nord non era immaginabile per la cultura delle persone che appartengono a questa esperienza».

Il movimento Democrazia Solidale

A proposito del movimento politico nelle cui liste Liviano ha deciso di scendere in campo, afferma «Democrazia Solidale è un’esperienza che fa riferimento alla Comunità di Sant’Egidio, che quindi è un po’ più vicina come identità culturale a noi che, come è noto, apparteniamo ad un’idea di cattolicesimo sociale impegnato in politica, questa è la nostra provenienza culturale. Democrazia Solidale ha aderito alle Agorà, questa esperienza che il Partito Democratico ha promosso, che è un’esperienza finalizzata ad allargare il campo del centrosinistra anche al di fuori dei confini del Partito Democratico; PD che è l’unico partito del centrosinistra, figlio di tradizioni importanti, però si rende conto di non essere fatto solamente dal contributo, per quanto imprescindibile e utilissimo, degli iscritti. Può essere anche un’altra storia, può essere importante se si allarga a contributi altri. Credo che questo sia l’obiettivo di queste Agorà, quello di allargare la platea e mettere insieme mondi diversi». Queste le sue parole per spiegare cosa c’è all’interno di questa formazione politica.

Gianni La Bella presente

Nel corso della conferenza stampa di presentazione ha preso la parola anche Gianni La Bella, docente di Storia Contemporanea che rappresenta il movimento Demo.S. Interessanti le sue dichiarazioni che chiariscono a tutto tondo gli intenti del movimento e in aggiunta spiegano anche quelli che sono i principali obiettivi.

«Il progetto che stiamo portando avanti è quello di aprire un cantiere di nuova politica, sulla base del desiderio che tanti hanno manifestato, di provenienze diverse: associazionismo cattolico, movimenti, realtà sociali, nella voglia e nel desiderio di costruire una politica nuova, centrata attorno ad una serie di prioritari obiettivi, che sono l’ambiente, la questione meridionale, il problema del lavoro dei giovani, il problema della pace, il problema della politica internazionale, la difesa a tutti i costi e in ogni modo del nostro destino europeo. Questo lo vogliamo fare enfatizzando molto l’inclusione, la partecipazione e la riappropriazione del gusto della politica sui singoli temi».

La questione meridionale è ancora attuale?

«Sono contento che abbia colto questo arcaismo. Vi faccio ricorso esplicitamente per dimostrare quanto questo problema antico oggi si stia riproponendo nel nostro destino nazionale, in termini di reddito, in termini di occupazione, in termini di emigrazione, in termini di opportunità per il mondo giovanile. Il Meridione oggi rischia di andare ad una velocità molto molto inferiore rispetto al resto del Paese. Quindi bisogna uscire da questa logica di “due Italie” e riaggregare questa parte del Sud alla dinamica dello sviluppo economico nazionale. Questo vuol dire entrare nel merito di una serie di temi molto concreti: il problema del lavoro nei territori, non soltanto lavoro, il problema della ricomprensione della vocazione industriale, il problema del turismo, il problema delle risorse pubbliche nazionali ed europee da destinare alla rigenerazione di questi nostri territori». Quindi il problema fa capire La Bella, va a toccare ogni singolo aspetto che interessa la vita dei cittadini ionici.

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