Mario Turco risponde nuovamente all’Asl di Taranto

Ancora in atto la diatriba tra l'Asl di Taranto e Turco

Mario Turco
Riconoscimento editoriale: Pagina Facebook ufficiale di Mario Turco

TARANTOMario Turco controbatte all’Asl di Taranto sul registro sui tumori della città ionica attraverso un nuovo post apparso su Facebook.

Mario Turco fa ulteriore chiarezza

“Grazie al convegno “Per una PA trasparente. Dati aperti per il decisore politico” che abbiamo tenuto lunedì scorso al Senato, cresce l’attenzione sulla gestione dei “dati” delle pubbliche amministrazioni. Il Premio Nobel Giorgio Parisi si è soffermato, a titolo di esempio, sui dati del registro tumori della Provincia di Taranto, evidenziando criticità in ordine a disponibilità e accessibilità di dati pubblici nella forma di “open data”, utili a ricercatori e cittadini per motivi di studio, analisi statistica e ricerca scientifica.
Il registro tumori di Taranto accessibile in modalità web, presenta i dati epidemiologici aggiornati al 2013, e anche se Asl Taranto ha comunicato di aver pubblicato il “rapporto” sui tumori nell’area della Provincia di Taranto aggiornato al 2017, è bene ricordare che il tema cui si è riferito il Prof. Parisi e, successivamente, il sottoscritto, è ben diverso. Un conto è parlare del “rapporto”, cioè dello studio già presentato come tale alla cittadinanza; altro sono i “dati”, nel senso di database aperti (open data), liberamente accessibili e che rispettino i requisiti di disaggregazione, puntualità, aggiornamento, leggibilità “a macchina”. Sono i secondi che servono alla comunità per poter effettuare studi diversi dal report della stessa Asl locale.”

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“Questa è la sintesi di una grande disorganizzazione della PA, che ha il dovere di permettere un maggiore accesso al dato da parte dei cittadini e studiosi.
Il MoVimento 5 Stelle, inoltre, è riuscito a far approvare la legge che prevede l’istituzione del registro nazionale tumori, ma nonostante siano passati due anni, l’attuazione ancora non si vede. Inefficienze e inadempienze da parte del Ministero della Salute si sommano a quelle delle Regioni. Tutti questi dati, che sicuramente esistono, devono essere messi nelle mani di procedure organizzative che permettano di valorizzarli. E la valorizzazione inizia dalla loro pubblicazione in formato aperto.”