Odore di gas nei quartieri Tamburi e Paolo VI di Taranto. I sindacati chiedono l’intervento degli enti preposti

Usb chiede l'intervento del sindaco. La Fim Cgil ha scritto ai vertici dell'azienda.

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TARANTO – Dopo gli odori di gas avvertiti nei quartieri più popolati della città, i Sindacati chiedono interventi rapidi. Sono arrivate molte segnalazioni, ma l’Eni dichiara che non si tratta della Raffineria.

La gente non può nemmeno aprire le finestre e uscire a fare la spesa, tanta è la puzza di gas nauseabonda; l’aria irrespirabile crea problemi ai cittadini. Lo dichiara l‘Usb di Taranto, che si fa portavoce delle tante segnalazioni, da parte dei cittadini, anche tramite i social.

Il sindacato chiede l’intervento degli enti preposti e del sindaco Rinaldo Melucci, per individuare la fonte e agire rapidamente a tutela dei cittadini.

“Taranto non può rimanere sotto scacco di queste emissioni”, sostiene il coordinatore provinciale dell’Usb, Francesco Rizzo.

La Fiom Cgil parla di “Emissioni diffuse e fuggitive, visibili e provenienti dall’area cokerie” proveniente dal siderurgico ArcelorMittal di Taranto. Ha già scritto al direttore dell’area a caldo della fabbrica, Michel Stefan Van Campe e al responsabile dell’ufficio relazioni industriali, Cosimo Liurgo, chiedendo chiarimenti.

La Fiom chiede dettagliati chiarimenti sulle cause di questi fenomeni e ritiene inaccettabile quanto sta accadendo.

L’Eni informa che sono state effettuate le verifiche e i controlli che hanno escluso “problematiche odorigene in tutta l’area di pertinenza della Raffineria”.