Palombella (UILM): i ricatti di ArcelorMittal sono inaccettabili. Si rischia chiusura fabbrica.

Secondo il segretario della UILM di Taranto, Palombella, i ricatti di ArcelorMittal non si possono accettare. L'azienda sta gettando la spugna, sulle spalle degli operai.

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ArcelorMittal
ArcelorMittal. Riconoscimento editoriale: Massimo Todaro / Shutterstock.com

TARANTO – Dopo il Consiglio dei Ministri e l’esito del vertice è stato segnalato il tentativo del Governo di lasciare lo stabilimento a Mittal, ma l’azienda ha esplicitamente detto che per continuare il lavoro bisogna procedere al ridimensionamento della produzione, alla modifica del piano ambientale e sopratutto alla richiesta di ben 5 mila esuberi.

Per questi motivo Palombella chiede un incontro urgente al Presidente del Consiglio Conte, per capire quali provvedimenti verranno adottati per scongiurare i problemi ambientali, occupazionali e industriali.

In quanto, se non si trova una soluzione si rischia di chiudere la fabbrica e mandare a casa più di 10 mila operai. Inoltre, per Palombella non si deve cedere ai ricatti di Mittal, ma bisogna ripristinare il contratto di cessione, come era stato accettato al momento della vittoria dell’appalto nel 2018.

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