Rinaldo Melucci: “Taranto merita un cambio di mentalità”

Taranto al centro dei programmi di Rinaldo Melucci

mezzi pubblici melucci

TARANTORinaldo Melucci ha recentemente rilasciato una intervista su Taranto a un organo di stampa locale per chiarire alcuni punti del passato e riguardanti anche il tuturo della città ionica. Taranto è strategica per il Mediterraneo e merita la giusta importanza come chiarisce più volte il candidato sindaco per il PD.

Rinaldo Melucci su Taranto

Melucci spiega quando ha capito che a Taranto serviva una vera e propria inversione di tendenza proprio «quando ho visto la risposta della città di fronte a un grande evento come SailGP. Dopo un periodo duro, segnato dalla prima ondata della pandemia e da un pesante lockdown, quei cittadini entusiasti di vedere Taranto teatro di un evento così importante mi ha convinto del tutto: eravamo pronti per un destino diverso, ispirato ai temi della sostenibilità come lo era la manifestazione sportiva».

Infatti aggiunge «Abbiamo avuto ricadute economiche per 6,8 milioni di dollari, 28mila spettatori presenti a Taranto, con 3mila notti prenotate nelle strutture di ogni tipo. L’immagine splendente della città ha raggiunto più di 70 milioni di contatti televisivi. Lo certifica Deloitte, un soggetto terzo, per questo siamo fieri di aver realizzato quel sogno e siamo certi che torneremo a viverlo. Nonostante lo stop di quest’anno, per il quale dobbiamo solo “ringraziare” chi a novembre ha firmato per farci decadere prematuramente».

Navi da crociera cruciali

Taranto è proiettata verso l’accoglienza e le navi da crociera ne sono una testimonianza concreta dice. «Lo scorso anno, nonostante la bolla sanitaria cui erano sottoposti i passeggeri, abbiamo mostrato quanto siamo bravi a fare accoglienza: i tour cittadini tra Città Vecchia, Marta e Castello Aragonese, ma anche le spiagge di Marina di Taranto, ogni esperienza è stata vissuta dai croceristi con enorme soddisfazione. Lo hanno riconosciuto anche le compagnie, che hanno rilanciato quest’anno con 54 approdi distribuiti tra 9 operatori, per almeno 130mila passeggeri, senza contare la conferma di Msc per il 2023. Sono certo che Taranto replicherà e supererà i successi dello scorso anno, quando si è piazzata tra i primi 10 porti italiani e i primi 20 europei».

Il brand di Taranto ha subito un profondo miglioramento nel corso degli anni della giunta fa sapere l’ex primo cittadino «Abbiamo prima fatto un lavoro identitario, coniando il brand “Taranto capitale di mare”, dal quale si è originato l’omonimo portale dedicato al turismo. Abbiamo fatto in modo, poi, di attirare l’attenzione di operatori internazionali come Lonely Planet, di essere presenti alle principali fiere del settore e di tenerne una tra le più importanti proprio in città. Parlo della Btm, fiera dedicata al business turistico che da due anni ospitiamo a Taranto».

Non sono da meno le produzioni cinematografiche che hanno scelto proprio la città ionica per girare alcune scene. «Abbiamo iniziato con il colossal Netflix “Six underground”, per poi ospitare le riprese della fiction “Il commissario Ricciardi”, solo per citare qualche esempio. La luce unica di Taranto ha attirato molte produzioni e come amministrazione ci siamo attrezzati affinché trovassero terreno fertile: abbiamo aderito ad Apulia Film Commission e abbiamo istituito un ufficio cinema. Ma abbiamo iniziato anche a essere meta di iniziative culturali di settore come Cinemadamare, il più grande e gratuito raduno di film maker del mondo, con oltre 40 giovani provenienti da più di 20 paesi».

Taranto è diventata un centro

Il cambio dell’immagine cittadina è stato consistente infatti Taranto non è più ora una città di periferia ma un vero e proprio centro.
«In quattro anni e mezzo abbiamo cambiato l’immagine della città, trasformandola da periferia della regione a centro nevralgico. Arrivare in finale per il titolo di “Capitale italiana della cultura”, realizzare il sogno della Biennale del Mediterraneo di arte e architettura contemporanee, organizzare decine di festival artistici e musicali, con nomi di primaria importanza, riqualificare il patrimonio architettonico cittadino a cominciare dall’iconica Concattedrale di Gio Ponti, protagonista di un grande evento espositivo, ospitare Trust, tra le iniziative di street art più interessanti in Europa, essere per tre anni consecutivi tappa del “Festival dello sviluppo sostenibile” di Asvis non è frutto di una coincidenza. Abbiamo convintamente puntato su questi linguaggi per offrire alla città una prospettiva alternativa e sostenibile».

La cultura sempre al centro

«Abbiamo stretto un accordo per celebrare comunque il 2022 come anno della cultura. Taranto e Bari sono arrivate entrambe in finale, e già prima del verdetto avevamo deciso con il mio amico Antonio Decaro di allearci per promuovere la cultura delle nostre città. La Regione ha voluto essere della partita e ne sono particolarmente orgoglioso, perché averla affianco significa poter contare su una filiera istituzionale che garantisce sviluppo. Chiunque sostenga il contrario conferma di non aver mai amministrato o, peggio, lavora a relegare Taranto al ruolo di comparsa. Noi lavoriamo e lavoreremo nel senso opposto».

Formazione universitaria, i risultati

«Il nostro obiettivo resta quello di rendere autonoma l’università di Taranto. Nel frattempo, però, il dialogo privilegiato con la Regione ci ha consentito di avviare la facoltà di Medicina nell’ex sede della Banca d’Italia. È il primo passo, vogliamo che Taranto sia indipendente affinché tutte le leve di sviluppo legate alla presenza di un’università cittadina siano attivate. Quella facoltà dialogherà con il nuovo ospedale San Cataldo, attirerà ricercatori, farà crescere l’offerta didattica che già nello scorso mandato abbiamo sostenuto con altre iniziative. Penso alla convenzione firmata con il Politecnico, per portare corsi e amministrazione in Città Vecchia e per finanziare borse di studio e assegni di ricerca».

Melucci sulla Formazione

Ci sono diversi progetti formativi che hanno dato tanta soddisfazione a Melucci, ma l’attenzione va incentrata su uno in particolare.
«Indubbiamente la misura “aula 3.0”, il piano di digitalizzazione delle scuole comunali varato dalla mia amministrazione in convenzione con l’ex provveditorato. Un piano di digitalizzazione che ha coinvolto tutte le classi di scuola secondaria di primo grado, prevedendo la fornitura di monitor interattivi, software didattici, tablet e armadietti per ricaricare in sicurezza tutti i dispositivi. Abbiamo investito un milione di euro di fondi comunali e insieme alle risorse investite per riqualificare buona parte degli immobili scolastici siamo certo di aver speso bene i soldi dei cittadini».

Turismo e cultura possono ancora fare tanto

Guardando al futuro, Taranto cosa può ancora esprimere in termini di turismo e cultura?
«Dobbiamo far crescere tutta l’area di Marina di Taranto, promuovere ancora l’immagine della nostra città all’estero, a partire dai nostri riti della Settimana Santa, sviluppare ulteriormente il turismo convegnistico e religioso, con il quale ci siamo misurati egregiamente durante la “Settimana sociale dei cattolici italiani”. E per la cultura e la formazione, oltre al lavoro sull’autonomia universitaria dal quale passa anche il progetto di un campus ionico e del distretto dell’innovazione, pensiamo di poter realizzare anche a Taranto un Cineporto e di far crescere ancora i nostri festival».

LEGGI ANCHE – Ex Ilva Taranto: risanamento con la tecnologia