Sfiducia Rinaldo Melucci: PRC “è una guerra tra bande”

Rinaldo Melucci
Riconoscimento editoriale: comune.taranto.it

TARANTO – Molto severo il giudizio politico del circolo PRC di Taranto sulla sfiducia incassata dalla giunta Rinaldo Melucci. La compagine di sinistra spiega che è in atto una vera e propria guerra tra bande politiche e il fatto è molto grave.

PRC su Rinaldo Melucci

“Lo scioglimento anticipato del consiglio comunale è un fatto grave per la nostra città. L’azione amministrativa subisce un intoppo: nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni Taranto sarà governata da un commissario governativo. A tale esito si giunge per la guerra tra bande che da tempo lacera la ormai ex maggioranza”. Questo il commento del circolo PRC tarantino intitolato a Peppino Impastato.

“Nella coalizione che ha vinto le elezioni poco meno di cinque anni fa si sono aperte subito fratture. Scontri animati non da idee diverse, ma da puri e semplici interessi di bottega. Ne è conseguita una situazione di fibrillazione permanente. L’ex sindaco da parte sua non ha risposto con uno scatto in avanti sul terreno della politica, stabilendo un rapporto più profondo con la cittadinanza. Melucci si è chiuso nel palazzo, limitandosi a contrattazioni di piccolissimo cabotaggio, nelle quali anche la macchina amministrativa è stata usata per stringere alleanze spregiudicate – l’ultima, solo poche settimane fa, con l’ex citiano Ciraci e altri consiglieri. Queste circostanze hanno inciso anche sull’azione di governo, provocando stridenti contraddizioni” sottolinea la riflessione di Rifondazione.

Tante le iniziative importanti per la città

“Accanto al varo di importanti iniziative su tutte, il progetto per Taranto sede dei Giochi del Mediterraneo; si sono registrati ritardi e incongruenze su dossier non meno rilevanti. Si pensi all’assegnazione del centro sportivo Magna Grecia (uno degli interventi previsti per i Giochi), per la quale si attende ancora il bando; al Piano per la mobilità sostenibile, la cui attuazione è solo all’inizio; alla raccolta differenziata, che procede a singhiozzo; al fondamentale Piano urbanistico generale, che rischia di essere snaturato dai ricorrenti progetti di cementificazione riguardanti le periferie. Melucci e i suoi collaboratori hanno tentato di mascherare queste tensioni dietro una cortina fumogena di propaganda”.

Chi sfiducia non ha progetti

“Fra l’altro il racconto della “rinascita” è stato accompagnato da un atteggiamento spesso sprezzante nei confronti delle critiche (anche quando benintenzionate), da una autoreferenzialità che ha impedito al sindaco e al suo cerchio magico di allargare la base del consenso. D’altronde, chi oggi ha sfiduciato Melucci non ha uno straccio di progetto di città. Gli architetti dell’operazione si apprestano a tirare su una nuova accozzaglia elettorale, anche loro coinvolgendo pezzi di centrodestra. Lo scenario è molto preoccupante. Nei prossimi anni Taranto sarà destinataria di consistenti flussi di denaro e, inevitabilmente, la tentazione dell’assalto alla diligenza è forte.”

La proposta per il futuro

Infine un monito e una proposta concreta per il futuro di Taranto “Al contempo, la città è nelle morse di una crisi sociale che si fa sempre più drammatica. Povertà, precarietà, emigrazione sono elementi di una spirale di declino che appare inarrestabile. Di fronte a tutto questo è quanto mai urgente una mobilitazione delle forze vive. La scelta non può essere fra chi si è rivelato inadeguato a governare il cambiamento e qualche spregiudicato pirata della politica. Lavoriamo ad una proposta che dia ai cittadini il senso di una trasformazione possibile, con donne e uomini capaci di portarla avanti”.