Taranto. Arcelor Mittal vuol produrre 8 milioni di acciaio e Legambiente contesta

Nella nota di Legambiente si sottolinea che per evitare rischi alla salute non si dovrebbero superare i 6 milioni di tonnellate.

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Taranto. Arcelor Mittal

Questa mattina, al Ministero dello Sviluppo economico dal gruppo Arcelor Mittal, che è l’acquirente di tutti gli impianti Ilva e attualmente in amministrazione straordinaria, sono state presentate le integrazioni al piano ambientale, ma Legambiente le ritiene insufficienti.

Nel dettaglio, Legambiente contesta il dato relativo alla produzione che si intende realizzare a Taranto dal ciclo integrale.

L’intenzione di Arcelor Mittal è quella di voler produrre 8 milioni di tonnellate annue di acciaio dal ciclo integrale. Il Presidente di Legambiente Stefano Ciafani, ritiene che, sulla base della valutazione del danno sanitario effettuata da Arpa Puglia, per non arrecare danni alla salute, non si debbano superare i 6 milioni di tonnellate come massima produzione possibile.

Legambiente vorrebbe che si concretizzassero gli interventi per la valutazione d’impatto preventiva e degli interventi previsti dal Piano Ambientale, tra cui il completamento della copertura dei parchi minerali previsto per gennaio 2020.

Adesso Legambiente chiede che l’attuazione degli impegni presi abbiano delle scadenze.

Stefano Ciafani  chiede un salto di qualità sulla trasparenza, rendendo pubblico lo stato di avanzamento dei lavori di ammodernamento impiantistico e sulle bonifiche dei siti inquinati.

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