Asl Taranto: contestati 13 milioni di euro per San Camillo

Le indagini partono da presunti ricoveri alla San Camillo

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Riconoscimento editoriale: Ryan McGuire / Pixabay.com

TARANTO – Secondo un controllo, l’Asl Taranto avrebbe pagato alla struttura San Camillo qualcosa come 13,5 milioni di euro in più.

Il controllo, realizzato da enti regionali, avrebbe fatto emergere dei costi lievitati per alcune prestazioni. A quanto si apprende, l’Asl del capoluogo ionico avrebbe pagato degli interventi alla clinica San Camillo come se fossero altri, più costosi.

Gli interventi sarebbero stati effettuati tra il 2009 e il 2013.

Tempo fa, la San Camillo ha fatto un ricorso per mancati pagamenti e ha ottenuto dal Tar di Lecce il totale accoglimento. L’asl, però, doveva verificare le cartelle cliniche contestate.

Fino al 2011, l’Asl Taranto non ha potuto accedere alle cartelle, perché gli ex vertici della San Camillo non lo consentivano, come dimostra la condanna per interruzione di pubblico servizio data all’ex proprietario della struttura privata.

Tra il 2010 e il 2012, la struttura pubblica avrebbe pagato 3 decreti ingiuntivi, per un valore di 8 milioni di euro, senza opporsi. In questa situazione, la Regione Puglia non può recuperare l’intero importo di questi decreti, ma può recuperare le somme versate per gli interventi che risulterebbero gonfiati e l’acconto dei 3 anni oggetto di decreti ingiuntivi.

Ora, chi indaga sta verificando se potrebbe esserci un danno erariale dal pagamento di questi decreti senza opposizione. Nel frattempo, anche alla clinica San Camillo i dirigenti sono cambiati: infatti, è cambiata anche la proprietà.

Secondo chi indaga, il controllo si poteva evitare. Infatti, in alcuni giorni oggetto di indagine risultavano 70 ricoveri su 15 posti letto in realtà disponibili alla San Camillo.

 

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