I sindacati fanno il punto sulla situazione nella Asl Taranto

Il punto della situazione sugli operatori sanitari che lavorano nella Asl Taranto secondo i sindacati: è ancora focus sulle maggiori criticità.

ASL Taranto
Azienda Sanitaria Locale Taranto

TARANTO – Sono ancora numerose le criticità che gravitano attorno alla Asl Taranto e le varie problematiche sono state evidenziate dai sindacati che hanno redatto un quadro abbastanza impietoso, quanto drammaticamente realistico della situazione. I problemi più evidenti riguardano una migrazione progressiva dei medici specialisti verso il privato, i numerosi pensionamenti mal compensati da nuove risorse in organico che comportano una carenza del personale di circa il 40%. Ne consegue anche l’impossibilità di andare in ferie e i turni massacranti ai quali i medici sono costretti a soggiacere, senza dimenticare la situazione critica e costantemente in emergenza presso i Pronto Soccorso. Questo il ritratto della Funzione Pubblica Cgil, che ha toccato diversi temi già portanti in III Commissione Sanità della Regione Puglia.

Il punto sulle criticità in Asl Taranto: le reazioni dei sindacati

Secondo la coordinatrice provinciale di FP CGIL Medici e dirigenza SSN Maria Teresa Coppola, “la sopravvivenza del sistema sanitario nella provincia di Taranto non può fare affidamento solo sui sacrifici messi in pratica dal personale. È invece necessario un impegno straordinario da parte di tutti i livelli politici e gestionali per apportare correttivi tempestivi ed efficaci”. La situazione che sta vivendo la sanità tarantina “contribuisce ad aumentare nell’utenza un clima di sfiducia e malcontento che mortifica e svilisce lo sforzo quotidiano degli operatori sanitari, alimentando l’aggressività nei riguardi di chi vorrebbe solo poter essere messo in condizione di fare bene il proprio lavoro”.

Permane inoltre il problema del trasporto disabili. Come spiega Mimmo Sardelli, preoccupa “L’idea che non si vada oltre le enunciazioni di principio. Il servizio va internalizzato per assicurare lavoro e prestazioni di qualità a una categoria di fragili che il servizio sanitario pubblico dovrebbe tutelare evitando soluzioni tampone a volte a singhiozzo nei diversi ambiti socio-assistenziali comunali”.