Farmaci biologici: la risposta del Tar di Bari

Il Tar ha verificato le condotte della Regione su questi farmaci.

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BARI – Farmaci biologici al centro delle decisioni del Tar.

Secondo il Tribunale, le azioni per il contenimento della spesa farmaceutica, pur giustificate dagli obiettivi di bilancio, non possono scavalcare le disposizioni di legge. Altrimenti, si rischia di intaccare la libertà di cura dei medici.

Così, il Tar di Bari ha bocciato la scelta della giunta regionale, che la scorsa estate ha dato un giro di vite all’acquisto dei farmaci biosimilari a base di somatropina e eritropoietina. Si parla di un costo, per le casse regionali, di circa 28,5 milioni di euro annui.

Con la stretta sui farmaci biologici, la Regione Puglia ipotizzava di risparmiare circa il 30% rispetto alla spesa del 2018 ma la legge nazionale, a proposito degli accordi quadro per l’acquisto dei farmaci biosimilari, prevede che i pazienti debbano essere trattati con uno dei primi tre farmaci della graduatoria di gara.

Quindi, obbligare i medici a prescrivere solo il primo dei farmaci in lista mette in difficoltà il medico curante. Il punto di equilibrio tra le esigenze di contenimento della spesa sanitaria, attraverso l’utilizzo dei farmaci biologici, e la libertà prescrittiva del medico.

In più, per il Tar, ulteriori limitazioni introdotte dalle Regioni potrebbero determinare l’approvvigionamento da materie prime di non sicura provenienza, oppure l’utilizzo di metodiche produttive di minore sicurezza.

Quindi, ora la Regione Puglia dovrà fare un passo indietro.

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