Focolai Covid all’hotspot Taranto: la denuncia di SIULP e SAP

Le segreterie provinciali di SIULP e SAP hanno denunciato la situazione che si vive all'hotspot di Taranto, interessati dai focolai e dalla mancata sicurezza.

hotspot taranto

TARANTO – Le segreterie provinciali SIULP e SAP, tramite un lungo comunicato stampa, hanno informato di aver inviato una nota di denuncia al Prefetto e al Questore di Taranto. Da troppo tempo, fanno sapere le sigle, si segnalano le gravi problematiche e le numerose criticità riscontrate presso l’hotspot Taranto: si parla piuttosto di inadeguatezza e inidoneità della struttura, ma anche dei rischi per la sicurezza e la salute sia del personale in servizio di ordine pubblico sia per i mediatori culturali, sia ugualmente per i migranti. Non manca all’appello il focolaio Covid riscontrato nei giorni scorsi. “Si opera ai limiti della decenza umana in condizioni ambientali critiche, sotto un sole cocente, a 40 gradi di giorno e nell’afa insopportabile tipica delle aree più meridionali”.

Hotspot Taranto: l’informativa e la denuncia di SIULP e SAP

Anche nel contesto operativo si registrano importanti condizioni critiche. Durante l’ultima rivolta, infatti, un poliziotto è stato obbligato a sparare due colpi di arma da fuoco a scopo intimidatorio per sottrarre una collega da un’aggressione. Tutto questo mentre alcuni migranti cercavano di fuggire dalla struttura approfittando della “inqualificabile recinzione metallica posta sul perimetro”.

SIULP e SAP hanno denunciato spesso tali condizioni difficili, ma mai una risposta è stata data. “Gli Hotspot sono ormai vere bombe a orologeria, come più volte SIULP e SAP hanno affermato”. Inoltre “la struttura è più simile a un lager che a un centro di prima accoglienza e identificazione, in cui in larga parte sono tutt’ora presenti minori stranieri non accompagnati, vulnerabili sotto l’aspetto psicofisico e diverse decine di essi, positivi al Covid-19, convivono all’interno del centro con i soggetti non affetti dal virus in condizioni che riteniamo per nulla normali”.

Di tutto questo, spiegano i sindacati, “si dovrebbe far carico anche il Sindaco, che a livello locale è responsabile sul piano sanitario e che deve avvalersi h24 della polizia locale che coadiuva gli agenti in uniforme”. Insomma, “in questo marasma non c’è nessuna Istituzione che ne può restare fuori. Tutti sono chiamati a fare il loro dovere”.