Quarantena Taranto: 13 racconti reali

L'iniziativa sociale da parte della testata giornalistica Dinamo, che ha raccontato le storie dei Tamburi

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Riconoscimento editoriale: mohamed Hassan / Pixabay.com

TARANTO Quarantena a Taranto: una testata giornalistica nazionale ha raccontato 13 storie che sono avvenute durante il lockdown legato al Coronavirus.

Infatti, nella Città dei Due Mari, da più parti (anche istituzionali) si è sentita l’esigenza di parlare del lockdown come un modo di vivere che, purtroppo, caratterizza da sempre alcune zone del territorio, soprattutto in riferimento al quartiere Tamburi, più esposto alle polveri del polo siderurgico jonico.

Quali sono le storie raccontate?

  1. Il parroco. Durante la quarantena, il parroco è stato vicino alla comunità. Infatti, le case sono piccole e non si poteva uscire. Quindi, i conflitti familiari si sono acuiti. Il parroco ha quindi aiutato i fedeli e ha ricordato che il virus non era una punizione divina, come in tanti ritenevano;
  2. La sala concerti. Quattro ragazzi, ex dipendenti Ilva, hanno trasformato la loro vita creando un’officina culturale con sala concerto in un vecchio capannone. Ora questa diventa la base anche per altre attività della Città Vecchia.
  3. La circense. Il mondo del circo si è fermato con il lockdown. Restare bloccati in casa non è facile, soprattutto se sei abituato a muoverti anche per lavoro. Ora, attende di tornare a lavorare.
  4. Il barbiere. Il lockdown lo ha costretto alla chiusura e senza aiuti. Ora, con un figlio in arrivo, è tanta la voglia di ricominciare.
  5. Il direttore dell’Orfeo. Il direttore ha rilevato lo storico teatro del 1915 nel 2005, con i fondi della Regione Puglia. Durante il lockdown, ha dovuto chiudere, lasciando 3 dipendenti. Ora cerca di ricominciare.
  6. La guida turistica in Ape Car. Anche lui fermo per il lockdown, non può lavorare per via del distanziamento sociale. Tutto, però, sta per cambiare.
  7. Il B&B. Si riparte dai turisti pugliesi, anche se il 60% dei turisti viene di solito dall’estero.
  8. La ex commessa. Il lockdown le ha fatto perdere la possibilità di un lavoro fisso con due bambini piccolissimi, ma non si arrende.
  9. I cittadini Liberi e Pensanti. Due dipendenti ex Ilva decidono di diventare cittadini attivi e organizzano laboratori teatrali.
  10. La paninoteca. Tanti sacrifici per una piccola attività da parte di due giovani under40. Ora, dopo il lockdown, tutto da riprendere in mano.
  11. La precaria. Dopo un lavoro di ex restauratrice, ora lavora nel mondo della pasticceria e il precariato è amplificato dalla crisi economica legata al virus.
  12. Il pescatore. I pescatori con il lockdown hanno perso gran parte delle commesse, chiusi i ristoranti e gli operatori dell’ingrosso.
  13. Il Duomo. Anche a San Cataldo, senza fedeli, il lockdown si è fatto sentire.

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