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Taranto. Si apre lo stato di agitazione dei lavoratori dell’indotto Ilva

Saranno aperte le trattative sul futuro industriale del polo siderurgico. Viene chiesto l'intervento del Ministero dello Sviluppo economico, all'Ilva Taranto e al nuovo acquirente Am Investco.

Taranto

Dal 5 marzo si apre lo stato di agitazione dei dipendenti dell’indotto.

L’indotto dello stabilimento siderurgico torna a protestare e lo fa con una lettera inviata al Ministero dello Sviluppo economico, all’Ilva e al nuovo acquirente dell’azienda, la società Am Investco guidata dalla multinazionale Arcelor Mittal.

La lettera arriva a pochi giorni dal riavvio del negoziato tra le parti al Mise. Il primo incontro è fissato il 9 marzo e ne seguiranno altri il 20 e il 29 marzo.

La protesta nasce dal fatto che nonostante le richieste d’aiuto c’è stato disinteresse degli organi competenti nei confronti delle esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Ilva.

I Sindacati affermano che la situazione non accenna a migliorare, visto che le retribuzioni non vengono erogate con puntualità e vengono messi in discussione anche i diritti dei lavoratori.

 

 

 

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