L’alta tecnologia per tutelare la biodiversità: i punti chiave del BEST

Si è tenuto a Taranto il primo Infoday sul BEST, il progetto che mette al servizio della tutela della biodiversità l’alta tecnologia. I punti chiave.

biodiversità pulcinella di mare

TARANTO – Nella mattinata di martedì 26 ottobre 2021 si è tenuto il primo Infoday del progetto BEST, parte integrante del programma Interreg Grecia-Italia, finalizzato al monitoraggio dell’area del Mar Piccolo con strumentazioni di alta tecnologia ai fini di tutelare la biodiversità del territorio.

In cosa consiste il progetto BEST per la tutela della biodiversità territoriale

La nobile finalità si dipana grazie all’utilizzo di tecnologie intelligenti e sostenibili sotto l’aspetto ambientale. Stiamo parlando più precisamente di una rete di sensori piazzabili in aree strategiche al fine di controllare diversi fattori e parametri ambientali. I dati raccolti saranno poi archiviati in un database che, con il passare del tempo, permetterà di monitorare più dettagliatamente l’andamento della biodiversità.

Il Mar Piccolo di Taranto è attore protagonista della prima fase sperimentale, insieme all’area adriatica compresa tra Polignano a Mare e Ostuni. La seconda fase riguarda invece il Salento e lo studio della Xylella. Saranno coinvolti sensori, telecamere e fototrappole per avere un quadro più completo della situazione, a livello tecnico-scientifico.