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La cozza nera tarantina si appresta a diventare presidio Slow Food

La cozza nera tarantina sarà a breve un presidio Slow Food: importante la firma dei primi 24 mitilicoltori sul disciplinare di produzione.

cozza nera tarantina

TARANTO – La cozza nera tarantina si appresta a essere presidio Slow Food: il primo step è stato compiuto, con la firma ufficiale dei primi 24 mitilicoltori sul disciplinare per la costituzione del presidio alla presenza del presidente regionale di Slow Food, Marcello Longo. Ormai ci siamo: la cerimonia ufficiale dovrebbe tenersi proprio presso la Regione Puglia entro la fine del mese di aprile.

I prossimi step

La procedura non è ancora stata completata: come recita l’articolo 13, infatti, “il conferimento del marchio avviene dopo formale richiesta dell’impresa/operatore che fornisce a Slow Food preliminarmente la documentazione di carattere tecnico/amministrativo riguardare l’impresa e la Concessione Demaniale Marittima”. Dopo l’esito positivo sulla documentazione “l’operatore sottoscrive il disciplinare di produzione”. Passaggio a cui segue “un periodo di osservazione del ciclo di allevamento” tramite due visite ispettive e un’analisi di monitoraggio sul prodotto allevato, dopodiché avviene l’autorizzazione da parte di Slow Food del “conferimento del marchio Presidio Slow Food della Cozza Nera Tarantina”. A questo punto all’operatore viene assegnato il logo con la dicitura sopraccitata che andrà apposta sulla confezione del prodotto. Nel disciplinare firmato dai mitilicoltori si dichiara che il marchio potrà essere conferito solo ai molluschi pescati o allevati nelle acque del territorio, visibilmente integri, vivi e vitali, ovvero con requisiti e caratteristiche che possano definirli in tutto e per tutto prodotti freschi.

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Il commento di Luciano Carrieri (Confcommercio)

Soddisfatto Luciano Carrieri, che rappresenta il comparto dei mitilicoltori in Confcommercio: “Stamattina è stato compiuto un nuovo importante passo verso la costituzione del Presidio Slow Food della cozza di Taranto. Una data storica per la mitilicoltura tarantina, che segna l’inizio di un cambiamento che avrà importanti riflessi sotto l’aspetto ambientale, sociale ed economico”.

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