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Percorso ciclabile litoranea da Taranto: il fondo stradale che sorprende i nuovi arrivati

Marzia Allegridi Marzia Allegri· 02/09/2026 10:00
Percorso ciclabile litoranea da Taranto: il fondo stradale che sorprende i nuovi arrivati

La direttrice costiera che da Taranto segue le località balneari verso sud-est è diventata un riferimento per chi pedala in Puglia. A sorprendere i nuovi arrivati non sono solo i panorami sul Mar Grande e sullo Ionio, ma soprattutto la variabilità del fondo stradale: un mosaico di asfalti, masselli e tratti sabbiosi che impone valutazioni tecniche precise su pneumatici, pressioni e tempi di percorrenza.

Inquadramento del tracciato e metriche principali

Il percorso inizia dalla fascia urbana orientale di Taranto e si sviluppa lungo i quartieri costieri di San Vito e Lama, quindi tocca le marine di Leporano e Pulsano, con possibili estensioni verso Marina di Lizzano e Campomarino di Maruggio. La distanza tra il centro cittadino e Marina di Pulsano è di circa 20–22 km, che diventano 32–35 km se si prosegue fino a Campomarino, con dislivelli modesti (±150 m nell’arco dell’intera tratta, dovuti a saliscendi brevi lungo falesie e dune).

La pendenza media sui tratti significativi raramente supera il 3–4%, ma sono frequenti rampe corte al 6–8% in corrispondenza di accessi ai lidi e stradine retro-dunali. Il tempo di percorrenza per un ciclista turistico si attesta tra 1 h 30 e 2 h 15 fino a Marina di Pulsano a velocità media di 15–18 km/h, che può ridursi sensibilmente in alta stagione a causa del traffico locale e di attraversamenti pedonali.

La fruizione è mista: tratti dedicati alla mobilità dolce si alternano a corsie ciclabili e a strade a basso traffico. L’eterogeneità dell’infrastruttura riflette vincoli ambientali e urbanistici tipici dei litorali sabbiosi e delle aree a tutela paesaggistica.

Il fondo stradale: tipologie, resa e dove cambia davvero

Il fondo determina scorrevolezza, comfort e sicurezza. Lungo la litoranea si incontrano quattro macro-categorie: asfalto regolare (tappeti d’usura relativamente recenti), asfalto irregolare con rappezzi e radici affioranti, masselli autobloccanti/porfido su lungomari e piazzali, sterrato stabilizzato e passaggi sabbiosi nei raccordi ai lidi. La resa al rotolamento cambia fino al 25–35% tra il miglior e il peggior tratto, con effetti diretti su tempi e fatica percepita.

Tratto Fondo prevalente Larghezza utile (m) Note critiche
Taranto (Borgo) – San Vito/Lama Asfalto liscio, corsie ciclabili urbane 1,5–2,0 Giunti e tombini; attraversamenti frequenti
San Vito – Gandoli – Saturo Asfalto irregolare con rappezzi 1,8–3,5 (promiscuo) Radici di pino, restringimenti in curve cieche
Litoranea di Leporano Asfalto + masselli presso belvedere 1,8–2,5 Vibrazioni su masselli, salsedine scivolosa con umidità
Marina di Pulsano (Lido Silvana e cale) Raccordi sabbiosi e stabilizzato 1,2–1,8 Sabbia spinta dal vento, ghiaia mobile in accessi
Marina di Lizzano Stabilizzato/ghiaia fine su strade agricole 2,5–3,0 Polverosità estiva, brecciolino in curva
Verso Campomarino Masselli autobloccanti su lungomare 2,0–2,5 Giunti irregolari, bordi vivi alle intersezioni

Chi arriva con bici da strada pura e coperture da 25 mm trova criticità nei segmenti con masselli e stabilizzato; coperture da 28–32 mm riducono le vibrazioni senza penalizzare troppo lo scorrimento. Le bici gravel con gomme da 35–40 mm offrono il miglior compromesso, soprattutto quando la tramontana o lo scirocco depositano sabbia sul manto.

Per una pianificazione orientata alle soste e ai punti panoramici, può risultare utile un itinerario costiero in bici con soste panoramiche che integra le varianti con fondo più scorrevole nei momenti di punta.

Norme, sicurezza e convivenza con il traffico

Sebbene alcuni tratti siano segregati, gran parte del percorso resta promiscuo. Vale il quadro del Codice della strada: rispetto delle precedenze, velocità adattata alla visibilità, uso obbligatorio delle luci da mezz’ora dopo il tramonto e in galleria, segnalazione delle manovre con anticipo. Le corsie ciclabili urbane e i doppi sensi ciclabili compaiono nei quartieri di partenza; altrove prevalgono strade litoranee a limite 30–50 km/h con frequenti accessi a stabilimenti.

È raccomandabile adottare una distanza laterale di sicurezza di almeno 0,75–1,0 m dal margine nei tratti con rappezzi e tombini. In presenza di masselli bagnati o sabbia eolica, la frenata va ripartita con enfasi sul freno anteriore solo a bici dritta, evitando correzioni brusche in piega. Le passerelle pedonali in legno che immettono alle spiagge, quando ciclabili, richiedono velocità contenute per i giochi di tolleranza tra assi.

Chi preferisce alternare la pedalata a camminate su scogliera può valutare un percorso di trekking costiero vicino a Taranto con vedute inattese, utile nelle giornate di vento forte quando la guida in bici lungo i belvedere esposti diventa impegnativa.

Stagionalità, vento e sabbia: fattori che incidono sul fondo

Il contesto climatico è determinante. La tramontana asciuga rapidamente l’asfalto ma amplifica le raffiche trasversali sui belvedere; lo scirocco, caldo e umido, accumula sabbia su carreggiate e piste laterali. Nei weekend estivi la pressione di traffico locale induce frenate e ripartenze continue che degradano i rappezzi e spostano brecciolino verso le traiettorie ciclabili.

Nelle aree dunali incluse nella Rete Natura 2000, gli interventi di asfaltatura continua sono limitati: da qui la presenza di stabilizzati drenanti e passerelle che preservano l’ecosistema. Questi materiali, pur meno scorrevoli, garantiscono permeabilità e riducono l’erosione. In primavera e in autunno, con minore frequentazione, la resa del percorso migliora sensibilmente e la temperatura più mite consente pressioni leggermente inferiori che aumentano l’aderenza sui masselli.

Setup consigliato, pressioni e attrezzatura

La scelta degli pneumatici incide più del telaio. Indicazioni operative per il cicloturismo su questo litorale:

  • Sezione: 32–38 mm per bici endurance; 38–45 mm per gravel. Con 28 mm si pedala ma si riduce margine su sabbia e masselli.
  • Pressioni orientative (peso ciclista + bici 85–90 kg): 3,8–4,2 bar per 32 mm; 3,0–3,5 bar per 38–40 mm. Ridurre di 0,2–0,3 bar sui tratti a masselli o stabilizzato.
  • Coperture tubeless con inserti leggeri se si prevedono varianti sterrate; in alternativa, camere con liquido antiforatura.
  • Rapporti: corona 34–36 con cassetta 11–34/36 per gestire le rampe brevi al 6–8% senza strappi.
  • Luci anteriori 200–300 lumen e posteriori visibili a 200 m; giubbino ad alta visibilità nelle ore crepuscolari.

Chi programma soste enogastronomiche nelle marine di Leporano, Pulsano o Lizzano tenga conto che in estate i parcheggi a ridosso dei lidi generano micro-conflitti agli accessi: l’attraversamento va pianificato anticipando la traiettoria e occupando con decisione la corsia per evitare manovre laterali improvvise.

Orientamento, servizi e piccole criticità ricorrenti

Le fontanelle pubbliche sono più frequenti nei lungomari urbanizzati (San Vito, Lido Gandoli) e rare nelle strade retro-dunali. In alta stagione conviene rifornirsi ogni 10–12 km. Le officine ciclo si concentrano a Taranto e Leporano; altrove prevalgono ferramenta e benzinai con compressori, utili per emergenze.

Segnaletica e pittogrammi a terra risultano talvolta consumati dal sale. Nei tratti con vegetazione a ridosso, rami bassi e aghi di pino incrementano il rischio di forature: una spazzolata rapida ai copertoni prima di ripartire dalle spiagge riduce il problema. Dopo temporali, l’acqua convoglia sabbia verso i pozzetti; è opportuno scegliere traiettorie centrali ed evitare canaline di scolo coperte da foglie.

Perché il fondo sorprende, ma si lascia domare

La varietà del manto non è casuale: risponde a vincoli ambientali, alla morfologia alterna tra falesie e spiagge e a stratificazioni di piccoli interventi manutentivi. Questa disomogeneità, che inizialmente spiazza, diventa un elemento identitario del pedalar costiero ionico. Con un setup adeguato e una pianificazione attenta di orari e soste, l’itinerario offre continuità sufficiente, scorci marini tecnicamente gestibili e un ritmo che concilia mobilità dolce e fruizione balneare.

Marzia Allegri
Marzia Allegri

Marzia è nata a Taranto e ha trascorso diversi anni accompagnando gruppi di visitatori tra le spiagge pugliesi e i borghi bianchi della Valle d'Itria. Ha una passione insaziabile per le tradizioni locali e nelle sue esplorazioni ama scoprire le sagre più autentiche e poco turistiche.