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Bari, il Policlinico centro di riferimento al Sud per scoliosi e cifosi

Il Policlinico di Bari è specialista nel curare scoliosi e cifosi, per il Sud è un centro di riferimento.

scoliosi e cifosi al policlinico di Bari

Arrivano da tutto il sud Italia al Policlinico di Bari per curare scoliosi e cifosi, l’ospedale barese è diventato un importante punto di riferimento per il Mezzogiorno. Il reparto di Chirurgia vertebrale continua a dare grandi soddisfazioni nel trattare queste due patologie e diventa sempre più specializzato visti i risultati ottenuti. In sei mesi di attività da quando è stato istituito il reparto di Chirurgia vertebrale, l’ospedale ha registrato una mobilità particolarmente attiva con riferimenti anche fuori dalla Regione pari al 24,7% per problematiche riguardanti la colonna vertebrale. Nell’unità, dunque, non arrivano solo persone dalla Puglia, ma anche dalla Sicilia, dalla Basilicata, dalla Campania e da altre regioni.

Curare scoliosi e cifosi al Policlinico di Bari

In poco tempo il reparto di Chirurgia vertebrale del Policlinico di Bari si è trasformato in un vero e proprio centro dove curare in maniera egregia scoliosi e cifosi. L’unità operativa si compone di 8 posti letto, 3 dirigenti medici e una equipe infermieristica appositamente formata. La direzione del reparto è affidata al dottor Andrea Piazzolla. I risultati del reparto sono confermati dai numeri che sono stati raggiunti in appena sei mesi. Si tratta di 156 interventi chirurgici, 26 dei quali molto complessi, e 624 prestazioni ambulatoriali. Andrea Piazzolla ha sottolineato che con l’apertura di questa unità operativa i pugliesi non dovranno più andare fuori dalla regione per curarsi.

Saranno gli altri a venire in Puglia per curarsi

Con i risultati raggiunti nel curare scoliosi e cifosi al Policlinico di Bari sono gli altri adesso a venire in Puglia per curarsi. I tempi di ripresa post–operatoria negli ultimi anni sono stati resi ancora più rapidi e il dolore viene trattato in modo personalizzato e con maggiore efficacia.  Il dottor Gioacchino Marella ha detto che a consentire una rapida ripresa è l’applicazione del protocollo definito Fast Track o ERAS, ovvero una anestesia calibrata sul paziente, che grazie a farmaci specifici consente di evitare ulteriori perdite ematiche e trasfusioni.

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