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Caccia a cinghiali e storni, intervento della regione Puglia

Caccia a cinghiali e storni interviene la regione Puglia che dà la sua autorizzazione per l’annata 2022/2023.

caccia a cinghiali e storni

Grazie all’autorizzazione i proprietari dei fondi agricoli acquisiscono il diritto di abbattere i cinghiali qualora li dovessero avvistare. Questo provvedimento vuol dare aiuto e supporto ai agricoltori che cercano in qualche modo di mantenere bassi i danni alle produzioni agricole. Si vuole lo svolgimento delle attività di caccia a cinghiali e storni.

Caccia aperta per agricoltori, convivenza con cinghie impossible

La coltivazione dei terreni, così come la sicurezza e la tutela dei cittadini e delle loro condizioni economiche, sono importanti. Nell’ultimo periodo la convivenza con i cinghiali è diventata intollerabile, impossibile. In particolare la specie “storno” (Sturnus vulgaris), con questo provvedimento, potrà essere oggetto di caccia in periodi di tempo molto prolungati.

Autorizzazione per caccia a cinghiali e storni 

La caccia è autorizzata e in regola. Da questo momento in poi gli storni potranno essere prelevati nell’Area “Fascia pedegarganica della provincia di Foggia” così come anche nell’area “Piana olivetata litoranea tra le province di Bari e Brindisi’ per un massimo di 10 unità al giorno e di 30 unità per stagione. A ricevere l’autorizzazione saranno un massimo di 333 operatori. Per quanto riguarda gli abbattimenti saranno possibili esclusivamente in presenza di oliveti con frutto, per la loro protezione, a distanza di non più di 100 metri dagli alberi. Queste regole, entreranno in vigore dal 9 novembre 2022 e rimarranno attive fino al 18 gennaio 2023. L’approvazione della caccia era fondamentale ormai. Anzi bisogna riformare la celebre legge 157/1992, per il risarcimento degli agricoltori danneggiati. È importante anche sterilizzare i cinghiali per cercare di ridurre la loro presenza sul territorio e poi realizzare la filiera della carne di cinghiale. Ad essere soddisfatta per il progetto è Coldiretti Puglia da cui era partito l’allarme e da cui era nata l’allerta per i terreni a rischio.