LECCE – Il settore agricolo scende per strada con due manifestazioni per protestare contro la cattiva gestione del batterio che ha messo in ginocchio l’economia pugliese.

La Xylella, il batterio killer ha compromesso la crescita degli ulivi impedendo la produzione dell’olio e facendo crollare l’economica di molte città della Puglia.

Il corteo della Coldiretti e Unaprol si è sviluppato all’ingresso nord di Lecce e si è diretto fino in piazza Sant’Oronzo.

Il simbolo di questa mobilitazione è stato un ulivo caricato su un trattore in testa al corte. Al seguito, altri quaranta trattori.

Contemporaneamente, un altro corteo si è sviluppato in un altro punto della città, con un gruppo di agricoltori di Confagricoltura, CIA, Copagri, Lega delle cooperative e organizzazioni anche non agricole.

La Coldiretti chiede alla Regione di assumersi le proprie responsabilità, con le conseguenti dimissioni dell’assessore Di Gioia. Denuncia che l’epidemia va fermata, per evitare che fra pochi anni sia infettato l’intero mezzogiorno d’Italia.

Il primo caso di Xylella si è presentato nel 2013 a Gallipoli, su un terreno dove erano coltivati degli ulivi. Da quel momento nulla è stato fatto di veramente concreto per fermare l’epidemia e così si è estesa da Lecce fino ad arrivare a Brindisi e a Taranto e anche a  Monopoli, in provincia di Bari.

Ne ha risentito l’economia e l’occupazione, ma anche l’ambiente.

Coldiretti sostiene che c’è stata superficialità e negligenza che hanno permesso l’avanzare del contagio degli ulivi. Chiede un cambiamento a favore degli agricoltori che hanno risentito dei danni della Xylella.