CASTELLANETA – In un incontro promosso con la collaborazione del comune, della Provincia e del Gal Luoghi del Mito, si è parlato di come fermare la diffusione della xylella. L’unica scelta è quella suggerita dalla scienza.

Le eradicazioni sono delle scelte dolorose, ma secondo la Scienza, questa è la scelta necessaria per riuscire a liberarsi di un batterio, che altrimenti andrebbe a colpire anche altre piante. E’ l’unico percorso virtuoso.

La Cia Agricoltori italiani di Puglia ha lanciato la Campagna d’informazione capillare in tutta la regione, comune per comune.

In queste settimane le iniziative si sono intensificate su ciò che riguarda la xylella fastidiosa che danneggia gli alberi di ulivo. Si è discusso su come arginare il problema, sono state affrontate le novità introdotte da Regione e Governo nazionale per contrastare il  vettore e si è parlato di come utilizzare al meglio le risorse stanziate dai vari livelli istituzionali.

All’incontro che si è tenuto a Castellaneta, nell’auditorium “7 febbraio 1985”, è intervenuto Vito Rubino, direttore provinciale della Cia Due Mari che ha sottolineato come “le strategie poste in atto finora siano le uniche in grado di fermare il batterio degli ulivi”.

Queste parole sono state condivise anche da Maria Saponari, ricercatrice dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Cnr di Bari.

Attualmente Saponari coordina le attività di ricerca sulla xylella fastidiosa in due progetti internazionali : POnTE e XF-Acroes, due iniziative europee che vedono la collaborazione di Cia in qualità di stakehorder.

Una proposta è stata quella di mettere in atto nell’agro di Castellaneta buone pratiche agricole in grado di ridurre la popolazione degli insetti, come le arature primaverili e le potature periodiche degli olivi.