Premio Abbiati 2019 assegnato al costumista barese Giuseppe Palella

Vince il premio della critica musicale.

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Miglior costumista del 2018 vince il premio Abbiati un barese
Riconoscimento editoriale: Pagina Facebook / Giuseppe Palella

BARI – Premiato come miglior costumista dell’anno per le creazioni realizzate in occasione del Festival della Valle d’Itria. Giuseppe Palella ha vinto il XXXVIII Premio della critica musicale “Franco Abbiati” 2019.

Il Premio è considerato il più autorevole per il mondo della lirica e della musica italiana.

Con il riconoscimento assegnato, per la produzione di Giulietta e Romeo e anche per la ripresa di Orlando Furioso a Venezia, sono già nove gli Abbiati della programmazione martinese.

Con il premio Abbiati ricevuto, Palella è il migliore costumista del 2018. L’artista pugliese è stato premiato per la produzione del Festival della Valle d’Itria Giulietta e  Romeo, andata in scena nel 2019 e per l’Orlando Furioso di Vivaldi presentato nel 2017 e che il Teatro La Fenice ha ripreso nel 2018.

La direzione del Festival tramite il presidente Franco Punzi e il direttore artistico Alberto Triola, ha rivolto le sue congratulazioni al coreografo Palella.

Giuseppe Palella ha conseguito la laurea in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e gli studi musicali di canto lirico presso il Conservatorio “Martini” di Bologna.

Presso la Scuola di Musica di Fiesole a Firenze ha seguito gli studi di recitazione e musica contemporanea.

Dieci anni di collaborazione presso il Teatro dell’Opera di Roma, ha alimentato la sua formazione sartoriale e di costume. Alternerà quindi l’attività di decoratore ai costumi, di assistente alle produzioni di opera e balletto a quella di disegnatore per il teatro e per il cinema.

Nel 2010 inizia la sua carriera come costumista presso il teatro dell’Opera di Roma e poi tante collaborazioni e tanti riconoscimenti nel corso degli anni.

Nei prossimi mesi, a Bergamo avverrà la cerimonia di consegna del Premio Abbiati, proprio nella città natale del critico del “Corriere della Sera” Franco Abbiati.

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