BARI – L’ex sacerdote 57enne di Foggia, si trova in carcere dal 2015 dove sta scontato la pena, con l’accusa pesantissima di violenza sessuale continuata ai danni di minori che erano stati affidati alla sua custodia.

Grava sull’ex prete l’accusa di violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedo pornografico e adescamento di minori.

La Corte di Appello di Bari ha confermato la responsabilità dell’uomo che in primo grado era stato condannato a 18 anni di carcere dal Tribunale di Foggia per abusi su 9 minori, pena aumentata a 20 anni e a 150mila euro di multa, perché è stato riconosciuto il vincolo della continuazione della precedente condanna a 6 anni.

Nel 2012 era già stato condannato a 6 anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di un 11enne. All’epoca dei fatti era allenatore di una squadra di calcio e i bambini che lui preparava erano anche quelli a cui faceva il doposcuola.

Poi le indagini degli investigatori della Polizia Postale, coordinati dai pm di Bari Simona Filoni e Domenico Minardi, hanno portato alla luce altre vittime che all’epoca dei fatti, nel 2014 erano minori, di età compresa fra gli 11 e i 13 anni.

Il Gup di Bari ha sottolineato la superficialità delle autorità religiose locali, che quando il prete venne allontanato dalla società sportiva per i fatti gravissimi che erano accaduti, ha permesso che indossasse l’abito ecclesiastico, consentendogli così di continuare a frequentare minori esercitando su di loro il suo potere distruttivo.

A causa di ciò sono continuate le sue violenze.