Come rimuovere i pesticidi dai chicchi di uva in modo rapido ed efficiente

Forse non tutti sanno che l'uva è tra la frutta quella più contaminata dai pesticidi. È possibile però rimuoverli con alcuni metodi poco costosi.

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L’uva rientra nell’elenco dei frutti più contaminati dai pesticidi. Queste sostanze, utilizzate per allontanare insetti e organismo nocivi e a tutelare il frutto dagli attacchi esterni, non sono certamente il massimo della salute per l’organismo umano ed è per questo motivo che ogni frutto, una volta acquistato e prima di essere mangiato, deve essere accuratamente lavato. I chicchi di uva fanno proprio parte di quei 12 alimenti tra frutta e verdura che contengono il più elevato numero di pesticidi, trovandosi al sesto posto della classifica generale. Inoltre, una recente indagine condotta nel Vecchio Continente ha reso noto che i grappoli venduti sul nostro territorio possono contenere fino a 15 pesticidi differenti. Tutte informazioni che mettono un po’ di brividi, ma che certamente non possono impedirci di mangiare questo frutto, che inizia a riempire le nostre tavole. Ma allora come fare per mangiare l’uva in totale sicurezza e senza preoccupazioni per la nostra salute? Ci sono alcuni metodi poco costosi e molto efficienti che ci consentiranno di rimuovere pesticidi e altre sostanze tossiche dai chicchi d’uva. Andiamo a vedere quali sono queste tecniche.

Come pulire l’uva in modo efficiente

Quando si acquista frutta e verdura la principale raccomandazione è quella di lavarla sotto acqua corrente, sempre e comunque, magari aggiungendo anche un pizzico di bicarbonato. Si può tenere a mollo per cinque minuti, e nel caso dei grappoli di uva questa tecnica è fortemente consigliata: perché? È noto che i pesticidi tendono ad ancorarsi per lo più sulla parte del picciolo: strofinare la pelle del chicco con le dita non sarà sufficiente a rimuovere le tossicità presenti, pertanto è bene lavare l’uva, lasciandola ad esempio sotto un getto di acqua fredda per una trentina di secondi, rigirandola tra le dita. Quindi si può poggiare il grappolo in uno scolapasta e continuare a lavarla con il getto di acqua fredda. Per essere particolarmente sicuri, si può mettere in ammollo l’uva nell’acqua per almeno cinque minuti, dopodiché asciugarla con della carta assorbente.

Lavare l’uva con aceto e bicarbonato: gli altri metodi

Quando si parla di pulizia, delle superfici ma anche del cibo, aceto e bicarbonato sono due elementi che vengono spesso nominati e presi in considerazione. L’uva può essere infatti lavata anche utilizzando una miscela di acqua e aceto di mele (che ha un potere maggiormente disinfettante rispetto a quello di vino), con una proporzione 3:1. Si può lasciare il grappolo in ammollo per circa 10 minuti, dopodiché si dovrà lavare sotto un getto di acqua fredda per almeno 1 minuto e infine asciugare con della carta assorbente, come sopra. Prima di mangiare l’uva, bisognerà poi attendere una decina di minuti.

Un’altra miscela funzionante è quella di acqua e bicarbonato (sempre considerando un rapporto di 3:1), che è anche la più comunemente utilizzata per lavare frutta e verdura. La tecnica da usare è sempre la stessa, come descritto nel paragrafo sopra riportato. Lasciare in ammollo, risciacquarla per eliminare i residui di bicarbonato, asciugarla e infine, dopo poco, l’uva è pronta a essere mangiata.

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Utilizzare il limone

Un altro alimento che compare spesso nell’elenco dei prodotti naturali utilizzabili per pulire è certamente il limone. Il suo succo, molto acido, rappresenta infatti un disinfettante naturale. Il rapporto e la tecnica di pulizia è la stessa riportata sopra, magari allungando i tempi di ammollo (15 minuti) e ricordandosi di risciacquare e infine asciugare. Altro aspetto molto importate da considerare è che il limone contiene molta vitamina C, il che consente di potenziare l’apporto vitaminico del frutto lavato con l’agrume.