A proteggere il Sud Italia dal coronavirus potrebbe essere lo scudo genetico

Gli immunologi hanno ipotizzato che a proteggere il Sud Italia dal coronavirus potrebbe essere stato uno scudo genetico.

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anci puglia
Riconoscimento editoriale: vperemencom / Pixabay.com

Una nuova ipotesi è stata avanzata dagli immunologi sulla differenza della propagazione del virus. Gli esperti pensano che il Sud Italia potrebbe essere protetto da uno “scudo genetico”. La tesi è stata avanzata da Antonio Giordano, scienziato italiano trapiantato negli Usa, e si basa su un’interazione fra ambiente e Dna. Lo scienziato risulta fra gli autori di una ricerca pubblicata su “Frontiers Immunology“, che ha studiato appunto questa interazione e avrebbe dato come risultato una sorta di protezione genetica che interessa le popolazioni del sud Italia e le ha protette dallo tsunami del Sars-CoV-2.

Uno scudo genetico protegge le popolazioni del sud Italia dal virus

Come è risaputo, il coronavirus travolto le regioni del Nord e gli immunologi hanno ipotizzato che potrebbe essere stato uno scudo genetico. L’ipotesi deve ancora essere validata e non si possono ancora trarre conclusioni fondate, tuttavia le basi scientifiche sono certe. Antonio Giordano ha parlato di questa ipotesi in un’intervista all’Adnkronos Salute, definendola una sorta di difesa nel codice della vita. Si tratterebbe di un assetto genetico protettivo che proteggerebbe dagli effetti degenerativi del virus. Questo scudo sarebbe composto da specifiche varianti dei geni Hla, che potrebbe essere alla base della severità alla malattia. I numeri parlano chiaro e dimostrano come al sud la diffusione del coronavirus sia stata limitata.

L’ipotesi avanzata dagli immunologi è comunque da validare

Fondatore dell’Istituto Sbarro per la ricerca sul cancro e la medicina molecolare di Filadelfia, Antonio Giordano è anche docente di Anatomia patologica all’università di Siena. Inoltre, è anche fra le figure professionali che dirigono l’Istituto superiore di sanità. Giordano durante il lockdown ha studiato e analizzato con attenzione quali possono essere state le cause della elevata diffusione del virus al nord.  La conclusione a seguito di studi mirati ha portato allo scudo genetico, ma è tutta da verificare.

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