Trombosi e vaccino: sintomi e legami, un po’ di informazioni

Tutti vogliono vaccinarsi, ma gli effetti collaterali del vaccino fanno paura: anche se non ufficialmente riconosciuti. La trombosi è motivo di timore, ma quali sono i sintomi?

trombosi

Il vaccino è una parola chiave ormai all’ordine del giorno, nonché l’unica soluzione per tornare a una vita normale e per raggiungere un’immunità che, anche se necessita di rinnovo, potrebbe farci tirare un sospiro di sollievo. I casi Regno Unito e Israele, dopotutto, sono due punti di riferimento su questo tema. Ma c’è un’altra parola che terrorizza oggigiorno la popolazione: trombosi. Secondo alcuni un effetto collaterale letale della vaccinazione, anche se i numeri sono bassi, anche se le autorità del farmaco italiane ed europee confermano e ribadiscono che i benefici dei vaccini sono maggiori ai loro rischi. Tuttavia dopo AstraZeneca, che ha mutato il nome in Vaxzevria, adesso anche Johnson&Johnson è richiamato (negli Stati Uniti) e fa paura in Europa, con sospensive e blocchi che ritardano e rallentano considerevolmente la campagna vaccinale.

AstraZeneca e trombosi: da dove inizia tutto

In principio fu la Scandinavia, e precisamente la Norvegia, che tra fine febbraio e inizio marzo, in seguito ad alcuni casi di problemi circolatori tra i vaccinati, segnalò la cosa, imitata da altri Paesi del Nord Europa. Si arrivò poi a sospendere alcuni lotti sospetti, mentre intanto nel Regno Unito si continuava a vaccinare con AstraZeneca senza sospendere o bloccare la campagna, con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Altro clamore fu suscitato dalla Germania, che riscontrando un numero più elevato rispetto alla norma di casi di trombosi dopo il vaccino, decise di sospendere il vaccino, causando un effetto domino, con imitazioni immediate in Europa: fu seguita subito dopo da Italia e Francia (in Belgio, invece, si è continuato a vaccinare con AstraZeneca). Infine, la raccomandazione di vaccinare solo gli over 60 con AstraZeneca (vaccino che prima era destinato ai più giovani). Adesso lo stesso problema si sta ripetendo con il vaccino Johnson&Johnson, con gli Stati Uniti che lo hanno sospeso per 6 casi di trombosi riscontrati su 7 milioni di dosi somministrate: 6 casi su 7 milioni. Scelta che poi si è ripercossa anche sull’Europa, con l’EMA che ha sospeso le forniture nel vecchio continente.

Il caso Pfizer

Nella prima metà di marzo, in pieno AstraZenecaGate, l’EMA ha fatto emergere che sospette reazioni avverse vi erano state non solo con il vaccino anglo-svedese, ma anche con Pfizer e Moderna, e non si era parlato di ricoveri ospedalieri o semplici problematiche di salute, ma parimenti di decessi. 365 le vittime a cui era stato somministrato il Pfizer, 137 i decessi di persone che avevano ricevuto Moderna. Perché Pfizer non ha ricevuto lo stesso trattamento mediatico di AstraZeneca?

Il problema trombosi

La risposta è sempre univoca: è meglio vaccinarsi che prendere il Covid. Ovviamente il timore che un evento trombotico possa colpire un nostro parente, amico o noi stessi ci fa venire la pelle d’oca e il clamore mediatico, che ormai si appiccica sulle micronotizie per fare lo scoop e i click, ha il suo enorme carico di responsabilità. Veniamo dunque al “problema trombosi”.

Cos’è la trombosi

La trombosi è una condizione che determina coagulo di sangue, ovvero la formazione di piccole masse solide nei vasi sanguigni, che dunque vanno a impedire e ostruire la regolare circolazione del sangue verso i tessuti. Generalmente questi coaguli interessano prevalentemente gli arti, ma spesso possono raggiungere anche gli organi come i polmoni. Si è più soggetti a questa condizione clinica se si pratica uno stile di vita poco sano, se si fuma e se si assumono farmaci. Ovviamente i numeri di trombosi al di là del vaccino sono importanti: ciò che fa scalpore è un numero mediamente alto (ma si parla comunque di pochissimi casi, spesso contati in decine su milioni di somministrazioni) rispetto a quanto originariamente previsto. Cosa questa che fa legittimamente suonare il campanello d’allarme, ma che non dovrebbe però gettare particolari ombre sulla bontà e l’efficacia del vaccino.

Effetti collaterali vaccino: quali sono

Ovviamente ogni vaccino ha le sue conseguenze sul fisico, perché determina e stimola il sistema immunitario che genera una risposta, la quale si può tradurre in alcuni sintomi. I sintomi più preoccupanti, o comunque che meritano una chiamata al medico, riguardano il fiato corto, il gonfiore delle labbra, delle variazioni nel battito cardiaco, nausea e vomito ed eruzioni cutanee.

Trombocitopenia e trombosi sintomi

Inoltre ci sono altri sintomi a cui prestare attenzione e che potrebbero essere correlati alla manifestazione di un fenomeno trombotico. Se questi compaiono entro 14 giorni dalla vaccinazione sarebbe preferibile contattare il proprio medico e metterlo al corrente. Tali sintomi della trombosi riguardano principalmente gli arti (come la sensazione di gonfiore e calore verso la parte inferiore delle gambe) o altre problematiche, come dolori addominali costanti, respiro corto, piccole macchie rosse sulla pelle nella zona dove è stata effettuata l’iniezione, forte emicrania, problemi alla visione e dolori al petto.

Attenzione anche a questi altri sintomi, manifestatisi in casi di trombocitopenia susseguenti al vaccino (sempre molto rari, va precisato): casi di emorragia spontanea, come sanguinamento di bocca e gengive, sanguinamento dal naso, microemorragia cutanea, evidente ed eccessiva formazione di ematomi ed ecchimosi.