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Eccesso di vitamina D: cosa succede al nostro organismo

Non solo la carenza di vitamina D può essere dannosa per il nostro organismo, ma anche il consumo in eccesso. In quest'ultimo caso il corpo dà dei segnali: ecco quali.

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Spesso si parla di cosa succede al nostro organismo quando c’è carenza di vitamina D, ma raramente si parla delle conseguenze di un eventuale eccesso di questa vitamina. Infatti la vitamina D è fondamentale per il nostro stato di salute: questo elemento si prende sia tramite l’assunzione di determinati alimenti (in questo articoleo troverai ulteriori informazioni), sia tramite l’esposizione alla luce solare (basta una ventina di minuti al giorno). Avere la giusta dose di questa vitamina, infatti, previene e contrasta la formazione di patologie spesso tumorali, ma anche del sistema nervoso, così come diverse infezioni. Aiuta con la fortificazione delle ossa e rafforza il sistema immunitario. Tuttavia è necessario precisare una cosa: come tutte le cose non bisogna esagerare con l’assunzione. Assumere in eccesso vitamina D porta infatti degli effetti negativi all’organismo: una assunzione in eccesso ci viene comunicata con appositi segnali.

Eccesso di vitamina D: cosa succede al nostro corpo

In caso di vitamina D assunta in eccesso, gli effetti collaterali più comuni riguardano mal di testa, mancanza di appetito, ma anche spossatezza, mal di schiena, nausea, vomito, stitichezza e nei casi più gravi anche dimenticanze frequenti e difficoltà di comunicazione. In alcuni bambini che consumano latte vitaminizzato con vitamina D è stata riscontrata della iperattività. Si tratta di sintomi tossici che derivano proprio da una eccessiva assunzione di vitamina D, che provoca la cosiddetta ipercalcemia, ovvero un incremento della concentrazione di calcio, con relativa calcificazione dei tessuti non ossei. Non sono da sottovalutare i rischi e le conseguenze più gravi, come la possibile morte per cause cardiovascolari. Tra gli altri disturbi citati figurano quelli gastrointestinali, dolori muscolari e articolari, irregolarità del battito cardiaco, nervosismo, minzione frequente soprattutto durante le ore notturne, sete eccessiva e calcoli renali.

Uno dei casi più comuni a questa problematica di eccesso di questo tipo di vitamina risale al 2004: in quell’anno, infatti, la Food and Drug Administration comunicò il caso di una donna di 58 anni malata di diabete e artrite che aveva assunto troppi integratori di vitamina D e che proprio per questo motivo aveva subito la maggior parte degli effetti collaterali sopraccitati, finendo in ospedale con forti difficoltà a comunicare e brevi perdite di memoria.

Eccesso vitamina D cause

Vitamina D integratori: fanno male? Le principali cause di questo eccesso di vitamina D, però, non sono riconducibili a una prolungata esposizione al sole, né tantomeno a uno smoderato consumo di alimenti con vitamina D. In realtà, sia tramite i cibi (perché ne contengono poca) sia tramite il sole è praticamente impossibile avere troppa vitamina D che circola nell’organismo. Questo eccesso invece arriva tramite gli integratori: un utilizzo smoderato di questi elementi può portare a rischi di questo tenore, determinando dunque anche gravi ripercussioni sul fisico. Nel caso i segnali di tossicità sopra elencati sopraggiungano e si faccia uso di questi tipi di integratori, la raccomandazione fortemente consigliata è quella di non assumerli più. Ovviamente un consulto dal medico è praticamente obbligatorio. La tempistica di assunzione di questi integratori, così come la loro effettiva utilità, sono pertanto alla base di questi disturbi causati da uno squilibrio in eccesso della vitamina D.

Ultimamente si è inoltre scoperto che le persone che soffrono di artrite reumatoide possono avere difficoltà nell’assorbimento regolare ed equilibrato di questa vitamina, che dunque può creare degli scompensi fisici.

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