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Osteosarcoma il tumore che ha colpito Xana figlia di Luis Enrique, ex allenatore della Roma

Si tratta del tumore più comune delle ossa che può colpire i bambini nell'età dello sviluppo.

osteosarcoma

SALUTE E BENESSERE – L’osteosarcoma è il tumore che ha causato la morte della figlia di soli 9 anni di Luis Enrique, ex allenatore della Roma. Si tratta del tumore più comune fra quelli primitivi delle ossa e come spiega l’AIRC, ha origine dai precursori degli osteoblasti, le cellule che compongono l’osso.

Ogni anno, in Italia si registrano circa 700 casi di tumori dell’osso e di questi circa il 25% è costituito dall’osteosarcoma.

Questo genere di tumore, in genere, si manifesta nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti. Negli adulti interessa in modo particolare quelli particolarmente alti.

Osteosarcoma quali sono le cause

Come affermano gli esperti, non si conoscono le cause della formazione di questo genere di tumore osseo, ma dalle caratteristiche dei soggetti colpiti, si possono fare delle deduzioni.

Considerato che questo tipo di tumore maligno delle ossa interessa soggetti con le ossa in crescita, si ritiene che sia proprio questo il fattore di rischio.

Una delle cause più certe è senz’altro l’esposizione alle radiazioni durante i trattamenti di radioterapia a cui si sottopone il soggetto che sta curando un altro genere di tumore.

Nel ricercare altri fattori di rischio vi è anche la genetica, come per esempio le mutazioni dei geni.

Diverse tipologie di osteosarcoma

Esistono diverse varianti di questo genere di tumore, a basso, intermedio e alto grado di malignità. Purtroppo, è proprio quello ad alto grado di malignità ad essere il più diffuso, infatti su 10 casi, 8 sono di questo tipo.

Le parti del corpo più colpite sono quelle che hanno una crescita rapida, come il femore e le ossa del braccio, ma possono essere interessate anche altre zone come la mandibola, il bacino, il ginocchio e la spalla.

Sintomi dell’osteosarcoma

Nella fase iniziale della malattia, si possono presentare dei dolori ad intermittenza che purtroppo, con il tempo, vanno ad aumentare, a gonfiare la zona, causando anche tumefazioni. L’osso s’ indebolisce e può facilmente fratturarsi.

Spesso, si possono avvertire dolori legati a una caduta o nei bambini dovuti alla crescita. Per questo motivo non bisogna allarmarsi. Nel caso dei bambini, il pediatra dai controlli periodici può rassicurare i genitori.

Quando, però, questi disturbi diventano molto frequenti, il medico deciderà di fare degli esami mirati.

Per una diagnosi certa gli esami da effettuarsi sono in genere un radiografia della zona dolente e in seguito una scintigrafia ossea o una PET che è una tomografia a emissione di positroni.

Si può ricorrere anche alla risonanza magnetica o alla TC la tomografia computerizzata.
A seguire si passa alla biopsia ossea che è l’unico esame in grado di diagnosticare con sicurezza il tipo di tumore.