Pubertà precoce: sintomi, cause e rimedi

Cos’è la pubertà precoce, quali sono i sintomi e le cause scatenanti e i possibili rimedi naturali e non. Durante il lockdown sono aumentati i casi. Lo studio.

pubertà precoce

Uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma ha evidenziato un aumento dei casi di pubertà precoce durante il lockdown del 2020. Dopo l’individuazione dei casi, l’indagine è entrata nella sua seconda fase, che ha lo scopo di scoprire le cause e dare risposte ai perché del maggior numero di casi di pubertà anticipata. Ma prima di sintetizzare i punti chiave di questo studio, pubblicato sull’Italian Journal of Pediatrics, facciamo un po’ di chiarezza su cosa sia la pubertà anticipata o precoce, quali sono i sintomi e le cause principali e se esistono rimedi (naturali e non).

Cos’è la pubertà precoce: sintomi e cause

La pubertà risulta precoce quando arriva prima degli 8 anni per le femmine (si parla di pubertà precoce femminile) e prima dei 9 anni nei maschi (si parla di pubertà precoce maschile). Se invece avviene dopo le età sopraccitate, ma comunque prima dell’età ordinaria, allora si parla di pubertà anticipata. Questa è una distinzione piuttosto importante, perché pubertà precoce nei maschi e nelle femmine e pubertà anticipata, proprio per definizione e per età di sviluppo, non vanno confusi.

In base agli ultimi dati epidemiologici, i casi di pubertà precoce sono piuttosto rari, con una frequenza stimata di 1 su 5000-10.000, con particolare preminenza nelle femmine più che sui maschi (il rapporto è di 1 maschio ogni 10 femmine). La pubertà è determinata da alcuni cambiamenti fisiologici correlati alla produzione di ormoni da parte della ghiandola ipofisi: questi ormoni, che si chiamano gonadotropine, hanno la funzione di stimolare gli organi riproduttivi, fino a quel momento dormienti. Generalmente la pubertà precoce non dipende da una malattia, ma da un fattore di ereditarietà genetica, sebbene sia sempre opportuno, in alcuni casi, effettuare dei controlli che stabiliscano le vere cause, che possono dipendere anche da alcune patologie (molto raramente anche tumorali).

Pubertà precoce e altezza: la correlazione

I sintomi della pubertà precoce sono determinati da un’accelerazione della crescita della statura e della maturazione scheletrica, il che porta a una riduzione della statura adulta. In breve: si cresce più velocemente prima, ma da adulti si avrà una statura più bassa degli altri. Le conseguenze dirette possono risultare sotto l’aspetto psicologico, provando disagio e difficoltà relazioni proprio a causa di questi cambiamenti corporei in un’età particolare e soprattutto in maniera anticipata rispetto ai propri coetanei.

I tipi

Per conoscere meglio la pubertà precoce, occorre fare due altre distinzioni: dopo averla differenziata dalla pubertà anticipata, infatti, è necessario definire anche altri due tipi di questo tipo di cambiamento fisico:

  • Pseudopubertà precoce: eccessiva produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali; le cause possono ricondurre a patologie neoplastiche agli organi riproduttori o altri tipi di disturbo, come l’ipotiroidismo o una rara patologia, come la sindrome di McCune-Albright.
  • Pubertà precoce centrale: eccessiva produzione ormonale di origine ipotalamo-ipofisaria. Alcuni studi rivelano come le situazioni di sovrappeso e obesità possono essere la causa di pubertà precoce. In altri (rari) casi, le cause possono essere ricondotte alla presenza di tumori intracranici occulti o patologie del cervello.

La visita pediatrica

Il primo step da fare è la visita pediatrica. Il dottore verificherà la presenza di eventuali casi in famiglia (e dunque il fattore di ereditarietà), la velocità nello sviluppo dei segni puberali, un possibile e recente aumento di peso e la velocità di crescita. Quindi seguiranno eventuali accertamenti, raccomandati dagli specialisti in endocrinologia pediatrica, e che consistono in prevalenza in esami del sangue, farmaci in grado di stimolare o ridurre lo sviluppo ormonale, ecografie e radiografie.

Pubertà precoce: rimedi e terapie

Per quanto riguarda i rimedi e le terapie, queste possono essere solo di natura medica e variano in base al singolo caso: non esiste, dunque, una terapia universale valida per tutti i casi e in tal senso non possono avere grande efficacia i rimedi naturali, che risultano per loro natura generici. Le terapie si dipanano sia su un livello fisico (cercando di migliorare l’altezza da adulti, ma anche tutelando le funzioni riproduttive sempre nell’età adulta) e psicologico (per attenuare quel senso di disagio da cui si viene colti a causa dei propri cambiamenti fisici).

Come abbiamo accennato in precedenza, possono essere prescritti farmaci per diminuire, o comunque tenere sotto controllo la produzione di ormoni. Solo in rari casi, laddove vi sia una neoplasia da asportare, si interviene chirurgicamente.

Discorso differente nei casi di pseudopubertà precoce, dove prima di ragionare su una terapia, bisogna capire la sorgente dell’eccessiva produzione ormonale. Naturalmente, in ogni caso, più si interviene precocemente, migliori saranno gli sviluppi e i rimedi anche in prospettiva età adulta.

Pubertà precoce: casi aumentati durante lockdown

Tornando allo studio del Bambin Gesù di Roma, condotto da un team di ricercatori del reparto di Endocrinologia guidato dal professor Marco Cappa, durante il lockdown 2020 sono aumentati i casi. Infatti, se nel periodo marzo-settembre 2019 i casi di pubertà precoce in Italia sono stati 93, di cui 87 femmine e 6 maschi, nel periodo marzo-settembre 2020 sono stati riscontrati ben 224 casi, di cui 215 femmine e 9 maschi. Andando a verificare il numero dei casi negli anni precedenti, si registrano dati più simili a quelli del 2019, il che rafforza la sproporzione nel 2020.

Le cause principali di questa maggior frequenza di casi riscontrata potrebbe essere letta proprio nel cambiamento di stili e abitudini di vita dettato dal lockdown, con una scarsa attività fisica, modifica nell’alimentazione quotidiana, utilizzo prolungato di dispositivi elettronici (soprattutto PC e smartphone o tablet per la didattica a distanza). Ma le cause sono oggetto di un altro studio, la seconda fase di quello appena citato, la cui raccolta dati terminerà proprio questo mese.