Trattamento innovativo al Miulli di Bari su paziente con aritmie ventricolari a rischio di vita

Utilizzata una tecnica mini-invasiva con un acceleratore lineare di ultima generazione.

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Primo trattamento in Italia su paziente con aritmie ventricolari
Riconoscimento Editoriale: Pagina Facebook / Ente Ecclesiastico Ospedale Miulli

SALUTE E BENESSERE – Per la prima volta in Italia, un paziente affetto da aritmie ventricolari, in condizioni gravissime, è stato trattato con radioterapia stereotassica. (STAR).

Si tratta di un passo molto importante nel campo della medicina, che accende la speranza a tutti quei pazienti che trovandosi in certe condizioni mediche non avrebbero più alcuna possibilità di cura.

L’ intervento innovativo è stato fatto presso l’Ospedale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, grazie ad un lavoro interdisciplinare tra le UOC di Radioterapia Oncologica e di Cardiologia.

Il centro altamente specializzato possiede un acceleratore lineare di ultima generazione con cui il paziente è stato trattato.

Solitamente, per i pazienti affetti da aritmie ventricolari molto gravi, sono utilizzati i farmaci, i defibrillatori impiantabili o si procede all’ablazione transcatetere.

Tuttavia, alcuni pazienti, avendo già subito precedenti interventi o perché sono state impiantate valvole cardiache, non possono essere sottoposti a questi trattamenti.

Acceleratore lineare di ultima generazione TrueBeam della Varian. Utilizzato per la prima volta in Italia

Presso il Miulli, un paziente con aritmie ventricolari è stato trattato con l’acceleratore lineare di ultima generazione TrueBeam della Varian. L’uomo, in pericolo di vita, è stato trattato con radioterapia sterotassica (STAR). Grazie alla collaborazione tra l’equipe di Radioterapia Oncologica e quella di Cardiologia. Ora il paziente è fuori pericolo.

Non avrebbe avuto più alcuna possibilità di sopravvivenza poiché nelle sue condizioni non poteva essere sottoposto ai classici trattamenti.

Trattamento preparatorio del paziente

Il paziente, prima del trattamento è stato sottoposto a una diagnostica con valutazione aritmologica, con la tac, spect e pet cardiaca. E’ stato così possibile delineare perfettamente il bersaglio da colpire con le radiazioni, non andando ad intaccare le zone sane.

E’ stato un lavoro di collaborazione metodico e attento di cardiologi, radioterapisti e radiologi. Per il piano di trattamento è stata richiesta la collaborazione di un fisico sanitario e di un radioterapista.

Aritmie ventricolari trattate con radioterapia stereotassica. (STAR)

Questo trattamento mini invasivo ha la durata di soli 6 minuti e viene guidato da una Tac integrata nell’acceleratore, che permette di delineare correttamente il bersaglio.

Con questo metodo, il paziente non subisce interventi con shock del defibrillatore. Ne beneficia anche per quanto riguarda la regolarità del ritmo. Il paziente in questione, infatti, non ha avuto più le numerosissime extrasistoli ventricolari.

Con questo innovativo sistema di trattamento, s’interviene sulle aree di tessuto cardiaco danneggiato. In ogni singola seduta la STAR somministra 25Gy. Nell’arco di 6 settimane al massimo, avviene la morte cellulare.