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Taranto Sotterranea: il tour tra ipogei e segreti archeologici che sorprende i visitatori

Marzia Allegridi Marzia Allegri· 02/08/2026 14:00
Taranto Sotterranea: il tour tra ipogei e segreti archeologici che sorprende i visitatori

Taranto nasconde sotto i propri piedi una straordinaria rete di ipogei e ambienti sotterranei che raccontano una storia millenaria della città jonica. Questi spazi, originariamente utilizzati per scopi abitativi, difensivi e liturgici, costituiscono un patrimonio archeologico di rilievo nazionale ancora in parte da esplorare e documentare. Negli ultimi anni, i tour specializzati hanno trasformato questi cunicoli e camere in un'attrazione turistica che consente ai visitatori di comprendere l'evoluzione urbana di Taranto dal periodo medievale fino all'epoca moderna.

Gli ipogei tarantini: origine e funzioni storiche

Gli ipogei di Taranto rappresentano escavazioni realizzate nel tufo calcarenite, la roccia sedimentaria caratteristica del territorio pugliese. Queste strutture sotterranee trovano le loro origini nel medioevo, period durante il quale la popolazione locale ricorse allo scavo di cavità artificiali per molteplici finalità. Le ricerche archeologiche hanno identificato almeno tre categorie funzionali principali: ambienti residenziali per il ricovero della popolazione durante i periodi di conflitto e invasioni, cisterne per l'accumulo e la conservazione dell'acqua piovana, e spazi destinati a pratiche religiose e sepolture.

La profondità media di questi ipogei varia dai tre ai dieci metri sotto il livello del suolo urbano contemporaneo. La struttura geologica del sottosuolo tarantino ha favorito lo sviluppo di questa edilizia sotterranea, poiché il tufo, pur essendo facilmente scavabile con attrezzi manuali, presenta caratteristiche di stabilità strutturale che hanno permesso la conservazione di questi ambienti nel corso dei secoli.

Durante il Medioevo, Taranto ha subito numerosi attacchi di pirati e invasori provenienti dal mare. Le incursioni saracene del IX e X secolo spinsero la popolazione a realizzare complesse strutture ipogee che fungevano da rifugi, garantendo protezione ai civili durante i periodi di pericolo acuto. Questo fenomeno di urbanizzazione sotterranea risulta comune in diversi centri abitati del Mediterraneo meridionale, ma a Taranto presenta caratteristiche peculiari legate alla conformazione geologica locale e alle specifiche necessità difensive della città.

Il tour archeologico contemporaneo: percorsi e scoperte

I tour organizzati tra gli ipogei tarantini si sviluppano su percorsi di circa 500-800 metri lineari, con durata media di 90 minuti. Le guide specializzate, spesso formate da archeologi o esperti di storia locale, illustrano ai visitatori la progressione cronologica delle strutture e spiegano le tecniche costruttive impiegate nelle diverse epoche.

Uno dei percorsi più frequentati riguarda gli ipogei del rione Borgo, situati nei pressi della Cattedrale di San Cataldo. Questi ambienti conservano tracce di decorazioni murali, iscrizioni in lingua latina e prove di occupazione prolungata che risalgono almeno al XV secolo. La temperatura all'interno di questi spazi rimane costante intorno ai 16-18 gradi Celsius durante tutto l'anno, caratteristica che favorisce una conservazione ottimale dei reperti organici.

Un secondo circuito frequentato dai turisti interessa la zona di Città Vecchia, dove gli scavi hanno portato alla luce ambienti con tracce di attività manifatturiere. Vasi ceramici frammentari, strumenti in ferro e residui di lavorazione tessile suggeriscono che alcuni ipogei fossero destinati a botteghe artigianali oltre che a magazzini di stoccaggio. La dimensione degli accessi e il sistema di ventilazione naturale attraverso aperture strategicamente posizionate indicano una progettazione intenzionale funzionale all'esercizio di attività economiche.

Tecniche di documentazione e ricerca scientifica

La ricerca archeologica contemporanea avanzata si avvale di metodologie non invasive per il rilievo degli ipogei tarantini. La tomografia ottica coerente, comunemente impiegata in settori quali l'oftalmologia e l'industria manifatturiera, ha trovato applicazione innovativa nel campo dell'archeologia per mappare le strutture murarie senza necessità di contatto diretto con i reperti.

Università e istituti di ricerca pugliesi collaborano per realizzare modelli tridimensionali digitali degli ambienti ipogei. Questi modelli consentono analisi comparative dettagliate tra i diversi siti e facilitano la conservazione virtuale della memoria archeologica qualora i siti fisici subissero danneggiamenti. I dati acquisiti tramite scansioni laser permettono inoltre di evidenziare tracce di lavorazione non immediatamente visibili ad occhio nudo, rivelando informazioni tecnologiche sulle pratiche costruttive antiche.

Implicazioni turistiche e sostenibilità del patrimonio

L'afflusso turistico verso gli ipogei tarantini ha generato effetti economici significativi per le realtà locali. Le strutture ricettive prossime ai siti archeologici hanno registrato incrementi di occupazione del 35-40 percento negli ultimi tre anni, mentre le guide locali specializzate hanno trasformato questa competenza in opportunità occupazionali stabili.

Tuttavia, l'accesso intensivo a questi ambienti pone questioni critiche di conservazione e sostenibilità ambientale. L'umidità relativa, i gas emessi dalla respirazione dei visitatori e le variazioni di temperatura provocate dal ricambio dell'aria esterna determinano fattori di stress per le strutture murarie e i reperti conservati. Gli istituti di ricerca tarantini hanno avviato protocolli di monitoraggio continuo per valutare la compatibilità tra l'attività turistica e la preservazione del patrimonio.

Le autorità locali hanno implementato sistemi di controllo del flusso turistico, limitando il numero di visitatori contemporanei a 15-20 persone per gruppo e introducendo orari di chiusura prolungati durante le stagioni con umidità relativa elevata. Queste scelte riflettono un orientamento verso un turismo sostenibile e consapevole, privilegiando la qualità dell'esperienza e la protezione del patrimonio rispetto alla massimizzazione dei visitatori.

Prospettive di sviluppo e ricerca futura

Il potenziale di ulteriori scoperte negli ipogei tarantini rimane considerevole. Studi preliminari suggeriscono l'esistenza di ambienti ancora non completamente esplorati nelle aree adiacenti ai percorsi turistici ufficiali. Ricerche archivistiche hanno permesso di identificare documenti medievali che menzionano strutture sotterranee oggi scomparse o completamente sepolte sotto l'espansione urbana moderna.

Progetti collaborativi tra il Comune di Taranto, università regionali e fondazioni culturali stanno pianificando il prossimo triennio destinato all'approfondimento scientifico dei siti ipogei. L'obiettivo consiste nella creazione di una mappatura completa, nell'analisi paleobotanica dei depositi sedimentari e nella realizzazione di una banca dati scientifica accessibile ai ricercatori internazionali.

Taranto sotterranea rappresenta dunque non semplicemente un'attrazione turistica, ma una risorsa pedagogica e scientifica di portata nazionale, capace di illuminare aspetti cruciali della storia medievale e moderna del Mediterraneo italiano.

Marzia Allegri
Marzia Allegri

Marzia è nata a Taranto e ha trascorso diversi anni accompagnando gruppi di visitatori tra le spiagge pugliesi e i borghi bianchi della Valle d'Itria. Ha una passione insaziabile per le tradizioni locali e nelle sue esplorazioni ama scoprire le sagre più autentiche e poco turistiche.