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Riaprire l’aeroporto di Taranto per rilanciare il turismo: la proposta di Vietri (FdI)

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Giampaolo Vietri ha proposto di riaprire l’aeroporto di Taranto per rilanciare e favorire il turismo.

aeroporto di taranto

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e consigliere provinciale Giampaolo Vietri si è espresso sulle recenti iniziative adottate dall’amministrazione comunale di Taranto per favorire e rilanciare il turismo nella città jonica. Al centro del suo intervento, riportato da tarantobuonasera.it, c’è anche una proposta interessante, quella di riaprire l’aeroporto di Taranto. Dopo la messa online del sito Taranto Capitale di Mare, infatti, Vietri auspica anche che la città possa competere con le altre mete locali e non solo, anche per la presenza dei 55 siti riconosciuti patrimonio mondiale dell’Unesco.

Vietri: “Riaprire aeroporto di Taranto”, ecco come fare

“Un piano strategico per il turismo non può prescindere dalla realizzazione, valorizzazione e potenziamento delle infrastrutture che, fino a oggi, hanno rappresentato un enorme freno per lo sviluppo del territorio ionico”. La soluzione per attirare i turisti? Lavorare sulle infrastrutture, renderle utilizzabili. “Non bastano la vocazione turistica e la promozione in rete per far diventare una città meta turistica se l’autostrada non la raggiunge, se è penalizzata nei trasporti ferroviari o se è lasciato chiuso un aeroporto che ha tutte le carte in regola per funzionare alla grande e per essere addirittura potenziato”. Per Vietri è impensabile che si possa parlare di turismo a Taranto “facendo finta che l’aeroporto non esista”. Meglio unire tutte le forze politiche “per una concreta battaglia territoriale” finalizzata “all’apertura dello scalo tarantino ai voli passeggeri”, con tutte le conseguenze dirette del caso, come la nascita di nuovi posti di lavoro.

Tutto questo, conclude Vietri, può essere possibile anche grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che tra i suoi obiettivi prioritari ha proprio “la riduzione dei divari infrastrutturali e il rilancio dei settori economici” pensando soprattutto alle aree del Meridione.

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