Laterza. Il Santuario Maria SS. Mater Domini

Lo troviamo nel cuore della zona rupestre della città di Laterza, il Santuario di Maria SS. Mater Domini, dedicato alla Madonna che è divenuta la Patrona dal 1727.

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Laterza Il Santuario Maria SS. Mater Domini
foto di Henri van Kalkeren

Il Santuario Maria SS. Mater Domini si apre ai festeggiamenti il 20 Maggio di ogni anno.

Fu costruito fra il 1736 ed il 1753, accanto all’antica chiesa rupestre di S. Domenica, dove come racconta la tradizione, nel 1650 apparve la Madonna.

Nel 1803, venne eretto l’altare maggiore in marmo bianco intarsiato con marmo rosa ed azzurro.

Il bellissimo Santuario rappresenta un esempio di stile Barocco. Nonostante lo stile sfarzoso, però il prospetto appare molto semplice, ma entrando si resta estasiati per la ricchezza dei decori e dei dettagli così finemente arricchiti.

La caratteristica croce latina è la forma che contraddistingue la parte interna del Santuario. La volta è a vela ed è divisa in tre parti, ciascuna delle quali poggia su finte colonne scanalate che terminano con capitello smontato a sua volta da una seria di cornici aggettanti.

Sulle cappelle, vi sono delle aperture coperte da vetrate policrome che riportano tutta la storia della Madonna con Cristo, dall’ Annunciazione alla Pentecoste.

Ai due lati della navata, ci sono sei cappelle con arco a tutto sesto e con volta a vela. Quattro hanno un bell’ altare in marmo policromo. Una a destra porta alla Cripta e quella di sinistra alla sacrestia.

Il Santuario è arricchito da pitture e sculture illuminate dalla luce esterna che irrompe dalle vetrate. Troviamo Sant’ Anna con la Madonna e San Gioacchino, le statue di S. Michele e S. Irene.

Vi sono diverse tele: “La Fuga in Egitto” ,“La Madonna delle Grazie” ,”Racconto dell’ Apparizione della Vergine al pastore P. Tria”. Ancora la “Madonna della Rosa” e la “Madonna in piedi con il Bambino”.

Adiacente al Santuario si trova la cripta che ha risentito dell’influenza bizantina portata dai monaci.

Il territorio oltre ai Bizantini ha ricevuto la visita anche di altri popoli come i Normanni. Nella cripta troviamo la Santa Ciarcia dipinta su pietra, che ne è l’esempio.

Ci sono degli affreschi risalenti al seicento, quello di S. Girolamo e altri Santi, coperti in parte oggi dall’ altare barocco in pietra.

Nella penombra che avvolge la cripta si scorgono dipinti a muro di Santi ed Angeli realizzati nel 1942 dal pittore G. Ciotti.

Delle vetrate colorate rappresentano delle opere realizzate dai vetristi Guarenti e Alessandri su disegni del Ciotti che rappresentano la “Visita della Madonna a Santa Elisabetta” e “l’apparizione della Madonna al pastore”.

 

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