La Villa di Saturo, a Leporano, risale, nella sua prima costruzione, alla prima Era Imperiale, risalente al 1° secolo a.C., come dimostrano i resti dei frammenti di ceramica sigillata.
Si tratta di ceramiche che facevano parte del servizio da tavola e di uso domestico. Sono stati trovati frammenti di lucerne del tipo africano e di marmi policromi.

Una moneta bronzea dell’età di Settimio Severo è stata ritrovata sotto un pavimento a scacchiera di color rosso e bianco. Ora è custodita nel Museo Archeologico di Taranto.

Un tempo, la villa di Saturo si estendeva da un porticciolo all’altro, infatti i due nuclei che si vedono ai lati della torre costiera, appartengono alla stessa unità abitativa. Collegavano tra loro grazie a un porticato con affaccio a mare.

Sono visibili delle strutture murarie della villa risalenti all’era Tardo Imperiale e cioè fra il III e IV secolo d.C.

La planimetria della Villa romana ha le caratteristiche simili a quella della Villa di Sirmione, della Villa dei Misteri di Pompei e della Villa dei Papiri presso Ercolano. Le accomuna un lungo porticato, la posizione assiale e la piscina termale.

L’edificio è diviso in due parti. La pars urbana che costituisce gli ambienti residenziali e la zona “Grandi terme” che costituisce gli ambienti termali.

Nella prima zona, utilizzata a uso privato si trovano diversi ambienti, tra cui un piccolo edificio termale, un atrio tetrastilo di ordine dorico al centro del quale un probabile impluvium per la raccolta delle acque, degli ambienti di servizio come la cucina e piccole terme ad uso domestico. I piccoli vani erano adibiti alla servitù.

Nella seconda zona, ad uso pubblico, si trova una grande vasca (natatio) fornita di un sistema di riscaldamento delle acque, una vasca per l’acqua tiepida (tepidarium), alcuni spogliatoi (apodyterium), una palestra e delle stanze di servizio. Più a est, un ambiente triabsidato utilizzato per i banchetti (dietae).

La villa romana era attorniata da un giardino o da un podere dove venivano coltivate delle specie vegetali che unite a quelle indigene della macchia mediterranea, hanno costituito la forestazione del territorio circostante.

Se vi trovate nei pressi di Taranto, venite a Leporano per riscoprire i segni di un passato di storia.