Chiamata la città dei Messapi, una popolazione antichissima che abitò nel territorio salentino ancor prima di greci e romani e città del Primitivo per la specialità di vino oramai reso famoso ovunque.

Della sua storia ci parlano i resti delle mura megalitiche e le necropoli davvero suggestive.
Manduria, un tempo chiamata Castelnuovo e poi di nuovo con il suo nome originario, è stata più volte distrutta e poi ricostruita.
Il suo caratteristico borgo, con le sue viuzze strette e tortuose che si intersecano nel centro abitato, giungono al centro della Piazza Giuseppe Garibaldi che profuma di storia, anche se attualmente è stata restaurata e resa più attuale.

Questa piazza a forma triangolare è dominata dalla sagoma imponente di Palazzo Imperiali, costruito nel 1719 sopra i ruderi di un castello medievale. Si presenta con una balconata in ferro in stile rococò e al suo interno si arriva in un’ elegante corte.

Si può visitare la Chiesa Madre, poco distante dalla piazza centrale, costruita verso il XV secolo su quello che era un edificio di culto medievale; infatti i leoni in pietra ai lati del portale di ingresso sono risalenti allo stesso periodo storico.

L’interno della Chiesa Madre, a croce latina si divide in cinque navate di varie dimensioni. Colpisce il soffitto della navata centrale che è tutto in legno ed è impreziosito da un bassorilievo del protettore della città, San Gregorio Magno.
Partendo dalla questa chiesa, proprio di fronte, si trova un arco che segna l’ingresso del quartiere ebraico dove si possono trovare le abitazioni che hanno conservato tutta la struttura dell’epoca risalente al XV secolo.

La Chiesa dei Cappuccini, assieme ai resti delle mura megalitiche molte delle quali situate proprio nei pressi e così anche la zona della necropoli, appartengono al Parco Archeologico delle Mura Messapiche.

In questa zona troviamo la chiesetta di San Pietro Mandurino che si erge su una cripta ipogea, forse una tomba a camera di epoca classica.

Il Fonte Pliniano, di epoca messapica, è una grotta naturale con un diametro di 18 metri e a cui si accede mediante una scalinata. Si trova al suo interno una fonte d’acqua. Originariamente, può essere stata una grotta sacra dove si celebravano riti dedicati alla dea delle acque.

Possiamo visitare il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, un museo etnologico della civiltà contadina che al suo interno conserva gli utensili più antichi utilizzati per realizzare il vino.