Montemesola. Una veduta spettacolare fino al Golfo di Taranto

Su una collina sorge questo paese di soli 4.008 abitanti e da cui si può ammirare la lunga distesa pianeggiante per arrivare fino al mare.

Montemesola

Montemesola, a 180 metri sopra il livello del mare, è un piccolo centro pieno di storia antichissima. Risalente al periodo neolitico, divenne un casale nel XIII secolo.
Il suo nome ha origine proprio dalla posizione in cui si trova che rispetto ai retrostanti monti si viene a configurare come una mensola.

Nel tempo, a causa delle controversie tra feudatari, Montemesola non riuscì a svilupparsi dal punto di vista urbanistico. Soltanto nell’800, con la fine del feudalesimo, iniziò ad avere uno sviluppo agricolo e anche artigianale.
La sua produzione olearia e vinicola si è affermata ed è degna di nota per i suoi prodotti di altissima qualità.
Importante è anche l’industria siderurgica che permette lo sviluppo economico di tutta la provincia e l’aumento demografico.

Per chi desidera visitare questi luoghi, il territorio offre una vista mozzafiato della gravina. Questa formazione di calcare tufaceo si allarga fino a Taranto.

Nel centro storico si possono ammirare varie chiese di interesse artistico e religioso come la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa della Vergine del SS. Rosario, la Chiesa di Santa Maria della Croce.
Molto bello è il Palazzo Marchesale, le Porte Urbiche e la Torre dell’Orologio.
Quello che un tempo era il Convento dei Sacramenti, oggi è adibito a Municipio.

Il Palazzo Marchesale rappresenta il punto da cui si dipartono le diverse vie separate da portoni.
Possiamo trovare il portone di San Gennaro e il portone di San Francesco di Paola. La configurazione della cittadina si trasforma definitivamente quando il marchese Andrea Saraceno Junior decide di demolire le abitazioni più fatiscenti per avviare la realizzazione delle strade e delle piazze che ci sono attualmente.
La caratteristica del centro abitato è rappresentata da case agricole con un piano terra e uno scantinato per il bestiame, ma che oggi viene adibito alla conservazione di olio e vino.

Fuori dal borgo, immersi nel paesaggio coltivato a viti e ulivi si trovano delle masserie risalenti al 1500, adibite ad attività culinarie che rivalutano il territorio.

Nel corso dell’anno ci sono delle sagre dove l’atmosfera si anima e si realizzano piatti della tradizione come le fave e cicoria e pasta e baccalà.

Per chi desidera venire in questi luoghi, si possono assaporare piatti tradizionali preparati con ingredienti del territorio come l’olio Terre Tarentine DOP.