Santuario della Madonna della Salute di Taranto riapertura a breve

Riapre nella Città Vecchia di Taranto il santuario che è stato restaurato e che molti cittadini e turisti avranno il pacere di visitare.

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Santuario della Madonna della Salute di Taranto riapertura a breve
Fonte web: Wikipedia di Alessandro Greco. Santuario della Madonna della Salute

TARANTO – Con una cerimonia celebrata dall’arcivescovo, partirà una processione dalla Cattedrale di San Cataldo per riportare l’icona della Madonna della Salute nella sua sede originaria.

Il 2 dicembre nella città Vecchia riapre la Cattedrale della Madonna della Salute in piazza Monteoliveto.

Verso le ore 16:00 avrà inizio la processione durante la quale sarà riportata l’icona della Madonna Salute alla sua originaria dimora.

In questo periodo, questo quadro, copia fedele della Salus Populi Romani, è stato custodito nella cappella del Santissimo Sacramento del Duomo per quasi 30 anni.

Arrivati al santuario interamente restaurato, l’arcivescovo presiederà la liturgia benedicendo i poli celebrativi: la mensa eucaristica, l’ambone e la sede del celebrante.

Dopo lungo tempo, finalmente il santuario tornerà ad essere luogo di culto.

Il vescovo lancia un messaggio rivolto a tutti quei giovani che vedranno per la prima volta il santuario di Taranto.

Sono felice di poter comunicare ai fedeli dell’arcidiocesi di Taranto e a tutti coloro che amano l’arte e la storia e soprattutto la nostra città, che il 2 dicembre, alle 16:00, riapriremo al culto il santuario mariano della Madonna della Salute. È una chiesa che i più giovani non conoscono perché chiusa da decenni.

È stata un importante centro di formazione e di spiritualità cristiana grazie soprattutto all’opera dei padri gesuiti. Sul finire degli anni ’80 è stata necessaria la sua chiusura per i non più prorogabili lavori di consolidamento protratti per molto tempo, ai quali si è aggiunto l’inesorabile deteriorarsi degli interni a causa del conseguente non utilizzo.

Sono passati molti anni per il procacciamento dei fondi pubblici e per l’impiego di molte risorse economiche della diocesi che ha creduto da sempre in questo recupero, sebbene tutto intorno al santuario abbia conosciuto lo spopolamento e il degrado. Sto per riconsegnare, non soltanto un monumento cristiano ma un simbolo eloquente, al contempo segno di rinascita come anche di responsabilità e consapevolezza, valori ancora in larga misura da acquisire dalla nostra comunità. In questo tempo cruciale del capoluogo ionico, si riapre al culto una chiesa che ha un titolo emblematico e necessario: la Madonna della Salute, la Salus Infirmorum.

Risorge dalle sue rovine testimoniando una presenza ecclesiale che nell’Isola non è venuta mai meno. L’eloquenza di questo titolo mariano viene a noi con la sua forza e la sua profezia in una terra piena di contraddizioni ma che vuole rialzarsi. Vorrei che a questo luogo i tarantini guardassero con ritemprata fiducia.

Riaprendo questa magnifica chiesa sento di comunicare a tutti una mia intima preghiera, che prende le mosse da colei che viene invocata quale Vergine della Sanità, dove sanità indica anche in un certo qual modo, l’integrità, l’unità e non la frammentarietà e la dispersione, perché ciò per cui prego è che Taranto inizi una stagione di comunione, di riconciliazione: sento il bisogno di parteciparvi questa mia intenzione, al ritorno di tanti tentativi e di tanti appelli in questi anni difficili, di rendere ai nostri figli un tessuto sociale solido e credibile e non sfilacciato.

Consegnerò questo santuario indicandolo come luogo in cui i sacerdoti saranno disponibili in maniera speciale per ascoltare le confessioni di coloro che vogliono vivere il sacramento del ritorno a Dio, ovvero della Confessione, della Riconciliazione. dal cuore della città vecchia questo luogo rinasce per sviluppare la fede e la cultura dell’incontro. Durante l’open day al cantiere, nel corso degli scorsi festeggiamenti di San Cataldo, vedevo la gente meravigliata di tanta bellezza. Sentiamo spesso, ed è giusto, che

Taranto deve imparare a divulgare e ad esportare i suoi tesori d’arte e di fede.

In questo caso vorrei, prima ancora che esportare, che tanta bellezza e pregio, vengano importati all’interno del cuore di ciascuno di noi perché dalla storia di un tempio che pazientemente e tenacemente riscopre la sua dignità, e il suo valore ognuno voglia imparare a declinare, nella stessa fiduciosa maniera, le sorti della nostra amata città. La Salus Populi, la Madonna Salute del nostro popolo ci ottenga quello che chiediamo”.

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