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Slow travel per il turismo di qualità in Puglia: “Rivitalizzare tratte ferroviarie in disuso”

Lo slow travel è un importante volano di crescita per il turismo di qualità in Puglia: per Renato Perrini (FdI) bisognerebbe ridare vita alle tratte ferroviarie in disuso.

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Un turismo di qualità per la Puglia, tramite lo slow travel, il viaggiare slow, ovvero lenti, per scoprire senza fretta la bellezza storica e culturale di un territorio. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Renato Perrini ha lanciato un’accattivante proposta per rilanciare il turismo del territorio, tramite “percorsi suggestivi da ammirare in carrozze d’epoca su tratte ferroviarie in disuso”, che possa diventare un “crescente business per i territori interessati e una concreta opportunità di destagionalizzazione e di riscoperta dell’entroterra e di località meno note rispetto a quelle diventate meta di turismo di massa”. Sotto questo aspetto, per Perrini, la Puglia potrà aumentare ulteriormente il suo potenziale di attrattività in ogni sua provincia.

Slow travel in Puglia tramite convogli d’epoca e rivitalizzazione tratte inutilizzate

“Ho presentato un’interrogazione con la quale chiedo al presidente Michele Emiliano, all’assessore alla Cultura Massimo Bray e all’assessore ai Trasporti Anita Maurodinoia, se esiste la volontà di investire sullo slow travel su tratte ferroviarie in disuso”, ha scritto in una nota Perrini, “e nel restauro di materiale rotabile, per aprirsi a un mercato in costante crescita che potrebbe assicurare alla Puglia un significativo ritorno economico”. Tra le tratte prese in esame Perrini cita la Taranto-Bari, ma anche l’itinerario storico lungo la Valle d’Itria, che andrebbe a valorizzare un paesaggio ancora poco conosciuto, perché non parte integrante del noto turismo di massa. “La tratta Taranto-Bari percorsa con carrozze d’epoca lungo la Valle d’Itria offrirebbe scorci incantevoli attraverso Locorotondo, Alberobello, Noci, Conversano, Rutigliano, Noicattaro, Capurso, Ceglie Messapica, Cisterino, Taranto, Statte, Crispiano”.

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